Procida Capitale della Diacultura nel libro di Gigi Spina “L’Isola degli Dei”.

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“Procida isola degli Dèi, Procida Capitale della cultura, fin qui ci siamo. Ma Diacultura? Cos’è la Diacultura? Inizia con questa domanda il nuovo libro del  professor Gigi Spina, già Professore di Filologia Classica all’Università Federico II di Napoli, Chaire Gutenberg 2009 all’Università di Strasburgo, Segretario dell’Associazione Antropologia e Mondo Antico, intitolato “L’isola degli dèi. Procida capitale della Diacultura”, edito da “Liguori Editore”, che è stato presentato nella storica Cappella Platina del Complesso di San Pietro a Corte di Salerno durante un interessante serata organizzata dalle  associazioni: “Parco Storico Sichelgaita” e “Hortus Magnus” presiedute dalla professoressa Clotilde Baccari Cioffi; “Assostampa Salerno” presieduta dal dottor Nunziante De Maio  e “Gruppo Archeologico Salernitano” presieduto dal professor Felice Pastore, e grazie alla fattiva collaborazione della dottoressa Lina Coppola, socia del “Parco Storico Sichelgaita”.  Il professor Spina che si è sempre interessato, oltre che  di retorica, anche del mito e della ricezione moderna delle culture antiche,    ha spiegato che la Diacultura è  un termine di origine politeista da  lui inventato:” E’ un modo per raccontare l’antico  e il presente da parte di una voce antica: un personaggio del mito o della letteratura.  La Diacultura   mette insieme in maniera indistinguibile passato e presente, classico e moderno, alto e basso, papiri e cinema, rivendicando la possibilità di farne la  chiave  per vivere meglio il presente e costruire un futuro auspicabile”.  Vari sono i personaggi protagonisti del libro:” Ovidio, Plinio il Giovane, Ercole  e altri personaggi storici o del mito. Nel libro racconto che gli dei, nel 2022, ormai assediati dalla cultura moderna, si riuniscono e Zeus lancia l’idea che, per rimanere in vita, devono andare a Procida per raccontare le loro storie. Ho cercato di divertire i lettori facendoli riflettere su tanti aspetti della vita e della cultura attuali messi in controluce con contesti delle culture antiche”. Tra i personaggi c’è anche Tersite Etolo che,  a mò di cronista sportivo, racconta l’inizio dell’anno della Diacultura a Procida:” Sono le ore 20: vi parlo dal porto di Procida, che sembra un assemblaggio di Forcella – Duchesca – Resìna. Si affollano barche, gommoni, traghetti, tutti ancorati. Poseidone entra ed esce dall’acqua per accompagnare le comitive di tutto il mondo. Polifemo, il figlio, rilascia interviste e firma autografi. Gli dèi e le dee, irriconoscibili nei loro nuovi travestimenti, si mescolano con la folla plaudente. Zeus e Iuppiter possono dirsi soddisfatti. Avete ascoltato Tersite Etolo. A voi studio”. Già nel suo libro  ” Il segreto del Tuffatore”, edito da “Liguori Editore” il professor Spina aveva lanciato la sua idea di Diacultura:” Pensai a come immaginare il segreto del Tuffatore di Paestum: perché sta in una tomba,  perché fa quel tuffo”. Come in quel libro Spina cita film come “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, anche in questo nuovo libro ci sono citazioni di film come “Oltre il giardino” e “I Mostri” con Vittorio Gassman. La professoressa Clotilde Baccari Cioffi, che ha  letto il ricco curriculum del professore Spina, ha apprezzato i delicati passaggi e il modo trasversale di leggere il passato del professor Spina:” Attraverso un dialogo metastorico tra passato e presente, utilizzando un disinvolto intreccio di personaggi, di riferimenti geografici e storici, pone i due mondi in una leggera frizione tra loro, utile alla riflessione. Un lavoro di raffinata scrittura”. Dopo la lettura di un brano del libro recitato, in collegamento video, dall’attrice Miriam Candurro, a dialogare con l’autore, sui temi della cultura antica, è stato il professor Gennaro Carillo, professore ordinario di Storia del Pensiero Politico all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli,  docente di Filosofia della Polis al Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, e condirettore,  con Paolo Di Paolo, di “Salerno Letteratura”, che ha sottolineato il peculiare rapporto con i classici che, in modo divertente e intelligente , ha trattato Spina nel suo libro:” Cerca di far uscire il classico da una dimensione eccessivamente monumentale e  riscopre la potenza e la vitalità del classico a partire da domande che provengono dal contemporaneo senza facili attualizzazioni e banalizzazioni. il mito è sempre una variazione. Gigi Spina è un mitografo che continua la tradizione del mito e avvicina, in modo semplice, intelligente e raffinato, soprattutto i giovani, al mondo classico. Questo libro è anche un meraviglioso atto d’amore, antiretorico, nei confronti dell’isola di Procida”. Il dottor Totti Tucci, Consulente finanziario, grande amico di Spina, sin dai tempi dell’Università, con il quale ha anche condiviso l’esperienza teatrale, ha sollecitato, in modo divertente, l’intervento dei relatori. “Questa sera ritrovo con piacere tanti amici che, con me, negli anni ‘60, insieme ad altre 140 persone, frequentavano il circolo universitario de “Il Ridotto”: Enzo Barone, Giustina Laurenzi, Rosanna Pugliese”. La nota regista salernitana Maria Giustina Laurenzi ha letto, con grande coinvolgimento emotivo, alcuni brani del libro.

Aniello Palumbo

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