Neuromesmerismo: scienza o superstizione? Lo abbiamo chiesto a Paolo Vocca

Studio di dermatologia e medicina estetica della dottoressa Alessia Maiorino a Salerno
Targago è il nuovo servizio di Autostrade per l’Italia, potrai pagare i pedaggi sulla Tangenziale di Napoli tramite lettura della targa, passando nell’apposita corsia gialla al casello.
Targago è il nuovo servizio di Autostrade per l’Italia, potrai pagare i pedaggi sulla Tangenziale di Napoli tramite lettura della targa, passando nell’apposita corsia gialla al casello.

Nel panorama delle relazioni di aiuto è comparso il “neuromesmerismo”, un metodo per risolvere problemi e raggiungere obiettivi messo a punto dall’avvocato Paolo Vocca, scrittore, formatore e mental coach, giunto alla sua settima pubblicazione.

D: Chiediamo all’autore in cosa consiste questo metodo, perché il nome di “neuromesmerismo” e se ha ancora senso, nell’era della scienza e della tecnica, parlare di fascinazione e magnetismo animale.
Paolo Vocca: Non bisogna dimenticare che fascinazione e magnetismo sono stati i “genitori” della moderna ipnosi scientifica, e che oggi trovano “senso” alla luce di due eventi scientifici degli ultimi decenni:
1) la scoperta dei neuroni specchio effettuata dall’equipe di G. Rizzolatti e i conseguenti esperimenti eseguiti da neuroscienziati di tutto il mondo;
2) l’approfondimento dei sorprendenti risultati che vanno sotto il nome di “effetto placebo”. Questi due “eventi” ci hanno consentito da un lato di scoprire affascinanti comportamenti dei nostri neuroni per quanto concerne l’imitazione e la comprensione degli stati d’animo, delle intenzioni e delle azioni dei nostri simili; dall’altro hanno dimostrato come le parole, i “rituali”, la comunicazione in generale, possano a volte causare guarigioni sorprendenti, ai limiti dell’inspiegabile se non dell’incredibile. E questo spiega anche il perché della parolina “neuro” che precede “mesmerismo”, laddove per mesmerismo intendiamo riferirci a quell’insieme di tecniche fascinatorie, magnetiche e ipnotiche di cui si avvalse alla fine del ‘700 Franz Anton Mesmer.

Per ciò che concerne il metodo in sé, è una forma di “comunicazione evoluta”, attraverso la quale non ci limitiamo ad usare le sole parole, ma sfruttiamo il potere dello sguardo, del gesto, del tocco, per agganciare la parte più profonda del nostro interlocutore, quella che agisce e reagisce in millesimi di secondo, prima ancora che intervenga la “mente conscia”.

Il neuromesmerista, in concreto, conosce e applica una “grammatica” dello sguardo e del gesto che gli consente di parlare direttamente al corpo del cliente, bypassando le categorie mentali.

Ovviamente il neuromesmerismo non si sostituisce a pratiche d’aiuto come la psicoterapia o la medicina, ma essendo una forma evoluta di comunicazione potrebbe essere di enorme aiuto proprio ai professionisti delle relazioni di aiuto.

In ognuno di noi vi sono poteri che definiamo a volte straordinari, ma che in realtà non sono altro che particolari abilità e competenze che possono essere apprese ed applicate.
Il neuromesmerismo non è qualcosa di esoterico, di occulto, di magico: è semplicemente un insieme di tecniche e strategie, un “saper fare” che ci consente in tempi rapidi di aiutare i nostri simili nel comune destino che ci lega: risolvere problemi e raggiungere obiettivi.

Paolo Vocca, vi aspetta giovedì 13 Aprile alle ore 18 presso La Feltrinelli in c.so Vittorio Emanuele 230 a Salerno.