Il nuovo bonus per i lavoratori

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a cura di Alfonso Angrisani esperto di relazioni sindacali

Un nuovo emendamento, cambierà la vita di molti lavoratori in Italia.

In questi giorni abbiamo letto in maniera distratta notizie, che parlavano di taglio del Cuneo fiscale, abolizione bonus Renzi, introduzione di nuovo bonus fiscale, abbiamo letto tabelle che riportavano limiti reddituali, e tanto altro.

Entrando nel cuore della notizia, attraverso questo articolo, si cercherà di illustrare i punti salienti di questo nuovo provvedimento economico, che è entrato in vigore questa settimana.

A decorrere da mercoledì 1° luglio 2020, è entrata in vigore la disciplina, introdotta dalla legge n. 21 del 2 aprile 2020 di conversione, con modificazioni, del decreto legge n. 3/2020, recante “Misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente”.
Il vecchio bonus introdotto nel 2014 con un provvedimento del Governo Renzi, è stato sostituito con un nuovo bonus , che ha ampliato la categoria dei lavoratori, secondo alcune stime si parla di sedici milioni di lavoratori.

Ne potranno beneficiare le seguenti categorie :
– Lavoratori dipendenti
– Soci di cooperative
– Collaboratori coordinati e continuativi
– Sacerdoti
– Lavoratori socialmente utili
– Percettori di indennità di mobilità
– percettori di cassa integrazione
Percettori di Naspi ( disoccupazione)
– Lavoratori dipendenti percettori compensi per incarichi da soggetti terzi.
Titolari di stage, o altre attività di addestramento professionale.

Il lavoratori con un reddito complessivo compreso tra 8.174 euro e 28.000 euro, avranno in busta paga un bonus di cento euro al mese.
I lavoratori che percepiscono un reddito tra i 28.000 euro fino a 40.000 potranno beneficiare del bonus non direttamente in busta paga, ma come detrazione fiscale.

Per il calcolo del reddito complessivo, rientra l’ammontare dei redditi di ogni categoria (da lavoro dipendente, da lavoro autonomo, redditi fondiari) si esclude sia il reddito derivante dall’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e le relative pertinenze; che i premi di risultato soggetti all’imposta sostitutiva del 10%.
Il lavoratore non deve presentare nessuna domanda, il credito verrà riconosciuto direttamente dal datore di lavoro o altro sostituto d’imposta.

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