“Le piante migliorano la salute dei territori e delle persone con vantaggi anche economici” . Il convegno sul verde organizzato dall’Hortus Magnus.

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“ Per combattere l’inquinamento ambientale è necessario creare aree verdi urbane perché le piante sono in grado di pulire e purificare l’aria. Queste aree migliorano il microclima mantenendo la biodiversità. E’ importante avere una buona dotazione di verde in ambito urbano. Le piante migliorano la salute dei territori e delle persone con vantaggi anche economici ”. A ricordare l’importanza di avere quanto più verde possibile in città è stata la dottoressa Valentina Esposito, Biologa Marina salernitana, durante il convegno organizzato al Circolo Canottieri Irno nell’ambito della diciassettesima edizione della “Mostra della Minerva” organizzata come sempre in modo perfetto dalla professoressa Clotilde Baccari Cioffi, Presidente dell’Associazione “Hortus Magnus”, insieme alle socie del sodalizio, che anche quest’anno ha visto la partecipazione di centinaia di persone che hanno goduto della bellezza delle tante piante e dei fiori presentati, nella suggestiva cornice della “Villa Comunale” di Salerno, da ben 88 espositori provenienti da tutte le regioni d’Italia. La dottoressa Esposito ha precisato che le piante più efficaci per assorbire l’anidride carbonica sono quelle con una grande massa fogliare e un tasso di crescita più rapido:” Come l’acero, il tiglio e la betulla. Ci sono anche otto specie di arbusti di habitat mediterranei che sono in grado di ridurre i combustibili fossili di circa 18 kg. l’anno e di assorbire l’anidride carbonica anche sette volte più di altre piante. Tra queste vi sono l’alloro, il corbezzolo e il ligustro. Vengono utilizzate come barriere antinquinamento in aree industriali e ad elevato traffico in diverse città italiane”. La Professoressa romana Giulia Caneva, Professore Ordinario di Botanica Ambientale ed Applicata del Dipartimento di Scienze dell’Università di Roma Tre ha parlato dell’iconografia botanica nel mondo antico e del suo significato:” Gli antichi rappresentavano le piante non solo per decorare, ma, come diceva l’architetto Vitruvio, come elemento di comunicazione. Tutti i fregi architettonici sono concepiti per esprimere dei concetti. Tutte le forme prese dalla natura hanno un significato preciso”. La professoressa Caneva, attraverso delle slide ha illustrato quello che era il codice botanico di Augusto: “Uno strumento di ben preciso intento simbolico-allegorico, collegato al manifesto politico del costituendo impero,   che è possibile leggere nel fregio floreale dell’Ara Pacis, l’altare che Augusto inaugurò nel 9 a. C., sul quale ci sono centinaia di piante diverse, fedelmente riprodotte, in continua trasformazione: una rappresentazione fantastica ed estremamente realistica. Un vero sistema di simboli dove nulla è lasciato al caso. Una rete di messaggi allegorici, codificati e riconosciuti dalla comunità, tanto da far pensare a un diffuso e condiviso “alfabeto botanico “. La dottoressa Caneva si è soffermata a parlare anche della Villa di Livia a Prima Porta appartenuta a Livia Drusilla, moglie dell’Imperatore Augusto:” Una sala sotterranea è affrescata a verde con un giardino ideale nel quale domina l’elemento spirituale religioso. Chi entra in questa sala e guarda le pareti, attraverso il simbolismo delle piante, come ad esempio il melograno: simbolo di fertilità, prosperità e di ciclicità della natura, è invitato alla meditazione”. Interessante l’intervento dell’onorevole Alfonso Andria che ha ricordato la preziosa collaborazione che c’è stata in passato tra la dottoressa Caneva e il Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali presieduto dall’onorevole salernitano che ha anche ricordato che la dottoressa Caneva sta lavorando alla realizzazione di un progetto di parco nel Comune di Furore dove il motivo ispiratore sarà la mitologia antica.

Aniello Palumbo

 

 

 

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