Chirurgia dell’Apparato Digerente, congresso al Fucito di Mercato San Severino giovedì 28 e venerdì 29.

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Per il secondo anno consecutivo la U.O.C. di Chirurgia Generale e d’Urgenza del Presidio Ospedaliero Fucito, dell’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, sarà protagonista del Congresso di Chirurgia dell’Apparato Digerent, che terrà nei giorni 28 e 29 novembre la sua 30esima Edizione.

Tale evento ha come elemento caratterizzante l’esecuzione in diretta video di interventi chirurgici in sale operatorie collegate da tutto il Mondo: si tratta di una vera e propria maratona di videochirurgia, sviluppata in contemporanea nelle sale operatorie dei 5 continenti.

Grazie alle più moderne ed efficienti tecnologie che consentono in tempo reale le trasmissioni video, saranno effettuati collegamenti con le Sale Operatorie di Italia, Stati Uniti, Giappone, Francia, Inghilterra, Belgio, Olanda, Svezia, Spagna, Portogallo, Australia, Cina, Corea, Singapore, Sud Africa, Argentina. Sono previsti circa 100 collegamenti con i più affermati chirurghi internazionali, riferimenti per le singole specialità. In tale contesto, il prof. Vincenzo Pilone, Direttore dell’UOC di Chirurgia Generale e d’Urgenza dell’Ospedale di Mercato San Severino, è stato inserito nel programma congressuale per l’esecuzione, nella giornata del 29 novembre, di 7 procedure laparoscopiche con la trasmissione in diretta dalle sale operatorie del Fucito, come già avvenuto nel 2018 in occasione dello stesso evento.

Un palcoscenico che vede protagonista l’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno insieme all’elite della chirurgia laparoscopica mondiale, ma anche un occasione di confronto con le altre realtà,  grazie allo sforzo, in termini di sviluppo tecnologico e organizzativo, ottenuto dall’Unità Operativa diretta dal professore Pilone in piena sinergia con la Struttura Commissariale per l’esecuzione in sicurezza di interventi, anche di elevata complessità, in diretta con tutti i Paesi collegati.  Non è soltanto motivo di orgoglio, ma la certezza di aver ottenuto quella crescita professionale e culturale che si addice alla medicina moderna.

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