Libia, Tofalo (M5S) da Macron uno schiaffo fortissimo a Gentiloni ed Alfano.

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“Oggi nel castello di La Celle Saint Cloud, alle porte di Parigi, con il presidente francese Emmanuel Macron ci sarà il faccia a faccia tra il presidente del Consiglio presidenziale di Tripoli Fayez Sarraj e il comandante dell’Esercito nazionale libico Khalifa Haftar”.
Lo dice – “il deputato Angelo Tofalo membro della Commissione Difesa -più volte ho detto che la Libia, per l’Italia, è Sicurezza Nazionale. Lo dichiarai in aula il 17 gennaio 2017 e lo ribadirono diversi miei colleghi tra cui, più di recente, il Vicepresidente della Camera Luigi Di Maio”. “Il 2 febbraio 2017, con il collega Manlio Di Stefano, – continua Tofalo – suggerimmo al governo di intraprendere un’iniziativa importante a Roma dove invitare tutti gli attori libici, Sarraj, Ghwail, al-Thani, Haftar, i Sindaci ed altri capi tribù”.“Con una conferenza internazionale con i leader libici a Roma avremmo rimesso l’Italia nella posizione che merita”. Il nostro Paese, infatti, storicamente amico e alleato strategico della Libia (petrolio, sicurezza e gestione dei migranti), viene ora percepito non più come un interlocutore di pace, ma come la “potenza estera” che cerca di imporre un nome dall’alto, una specie di invasore”.
Roma sarebbe potuta essere la sede di una conferenza internazionale – continua Tofalo-  per riunire davvero tutti intorno a un tavolo. Un dialogo che, come sosteniamo da tempo, avrebbe dovuto dare un ruolo prioritario alle autorità locali presenti nel paese, nel rispetto di due principi per noi sacri, quello di autodeterminazione dei popoli e quello di non ingerenza negli affari interni di uno Stato.
La Libia rappresentava e rappresenta per noi un tema di Sicurezza Nazionale. A rischio c’è la vita dei nostri connazionali, i nostri interessi strategici e il futuro equilibrio del Mediterraneo.
“Oggi la Francia di Macron ci dà una schiaffo fortissimo. Fallimentare – conclude Tofalo – la nostra politica estera, fallimentare l’azione di Renzi, Gentiloni, Minniti ed Alfano”.

 

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