Tractor Beam, quando il raggio traente non è più fantascienza

0
20

Il raggio traente, o “tractor beam”, tecnologia immaginifica impiegata spesso nei romanzi e film fantascientifici, che permetterebbe di attrarre o spostare a distanza un oggetto senza alcun contatto fisico, potrebbe diventare una realtà, almeno in acqua.

I fisici dell’Australian National University sono riusciti ad ottenere questo risultato usando la forza delle onde, creando movimenti di onde che attraggono oggetti in superficie verso la fonte delle onde stesse. Gli stessi hanno ipotizzato che, se andasse a buon fine, la tecnica potrà essere utilizzata per rimuovere oggetti o sostanze indesiderate, come perdite di greggio sulla superficie degli oceani.

Il progetto guidato da Michael Shats della Scuola di Fisica e Ingegneria dell’ateneo, descritto sulla rivista Nature Physics, dimostra che semplici generatori di onde possono essere usati per muovere oggetti galleggianti in diverse direzioni.

“Abbiamo scoperto una maniera di creare onde che possono guidare un oggetto galleggiante anche contro la direzione dell’onda” – questo il primo commento.

“Abbiamo pensato fosse l’effetto della vicinanza dalle sponde. Quindi abbiamo costruito una vasca più grande, e ha funzionato di nuovo” – aggiunge lo studioso.

Usando palline da ping pong, sono state definite la grandezza e la frequenza delle onde necessarie per muovere l’oggetto nella direzione desiderata. Non sono tuttavia le onde a essere responsabili del movimento. Strumenti avanzati di tracking di particelle, sviluppati dall’equipe di Shats, hanno mostrato che le onde generano mini-correnti sulla superficie dell’acqua, che a loro volta muovono le palline.

“Abbiamo osservato che oltre una certa altezza, queste complesse onde tridimensionali generano modelli di scorrimento sulla superficie dell’acqua”, spiega Shats. “Il raggio traente e’ solo uno dei modelli, vi possono essere flussi centripeti, centrifughi o vortici. E il congegno richiede solo basse quantità di energia”.

Ricreare il raggio traente potrebbe rivelarsi una sfida piuttosto faticosa soprattutto per la problematicità derivata dalla riproduzione della stessa situazione dal laboratorio alla realtà.

LASCIA UN COMMENTO