I colori di Mimmo Vastano al Citylife di Caserta

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1375593_10201333517772122_426067065_odi Esterina Pacelli

Sarà inaugurata  oggi, 10 ottobre,  alle ore 19.30 la mostra personale di Mimmo Vastano, “I colori di Vastano”presso  Citylife in Caserta.

Mimmo Vastano, attore e pittore d’avanguardia, performer, nasce artisticamente nel 1978, aderendo al movimento artistico culturale Punk. Il Punk è una corrente che si diffonde nel 1976 nella società inglese e ben presto domina tutta la scena culturale europea.  Il Punk è let­ter­atura, musica, design, moda, danza, pit­tura, scul­tura, in una sola parola, il Punk è arte.

Vastano è legato alla sperimentazione del mondo dell’arte. Il suo linguaggio pittorico negli anni ha subito notevoli cambiamenti, perché si sa,  i movi­menti artis­tici sono sem­pre in fer­mento, si fon­dono dando vita a nuove forme, mutano, si evolvono, si influen­zano a vicenda, sono legati tra loro in un con­tin­uum spazio tem­po­rale, cul­tur­ale. Così come la musica ha sem­pre influen­zato l’arte, l’arte ha sem­pre influen­zato la musica, la musica è arte. Uno dei più grandi inseg­na­menti viene pro­prio dalla musica, per­ché essa non usa i suoi mezzi per imitare i fenomeni nat­u­rali, ma esprimere la vita inte­ri­ore dell’artista per ricrearla nei suoni.

Vastano ha fondato dei gruppi teatrali per esprime al meglio la sua sensibilità, creando relazioni profonde tra le diverse componenti espressive, suono, colore, luce, movimento. Ha partecipato a numerose mostre nazionali ed internazionali, la sua carriera è corollata da molti riconoscimenti.

 “L’unico elemento che sporca le mie mani è il Colore”. Può essere intesa come negatività della  materia, ma il colore per qualsiasi artista, è l’elemento essenziale della vita come l’aria e l’acqua per tutti gli esseri viventi. La  materia si plasma sulla superficie. Il Colore diventa vita. Trasparenze di giochi che si racchiudono in linee semplici, pennellate immaginarie che lasciano il segno. Vastano è il Colore. Libera i percorsi della sua vita con sincronia in una cromia violenta, è l’ unico modo che conosce per far esplodere la sua ribellione verso la quotidianità. Una quotidianità che distrugge, logora la vita.

Il pittore Kandinskij (1866-1944), rac­con­tava come la pit­tura, per essere vera­mente lib­era, doveva scindere dalla con­cretezza reale dell’arte figurativa a favore di una pit­tura astratta: Il colore è un mezzo di esercitare sull’anima un’influenza diretta. Utilizza una metafora musicale per spiegare che:  Il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima è un pianoforte con  molte corde.

 

Esterina Pacelli

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