Due scrittori salernitani curano un libro sul Grande Torino.

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“Il Grande Torino, campioni per sempre” è il nuovo titolo edito da Absolutely free di Roma che si va ad aggiungere alla già ricca bibliografia dedicata a una squadra che non ha rappresentato solamente un territorio, non ha contrassegnato un’epoca ma anche sintetizzato valori di unità nazionale. Sedici gli autori di tutto il territorio nazionale, e di diverse fasce di età, che hanno dato vita a questa nuova antologia che si conclude con una preziosa intervista rilasciata dall’ultimo superstite di quella squadra Sauro Tomà, che non partì con i propri compagni per Lisbona a causa di un infortunio.

Due, invece, i curatori che hanno bene assortito il lavoro editoriale e di coordinamento. Sono due scrittori salernitani Pietro Nardiello e Jvan Sica da sempre molto attenti alla letteratura calcistica.

Nardiello firma due racconti il primo dedicato a un calciatore molto sui generis per quei tempi, l’arcigno difensore centrale Mario Rigamonti. Uno stopper insuperabile ma con piedi buoni, come si dice in gergo. Ma anche un ragazzo atipico, che improvvisamente scompariva, senza dare più notizie di sé, nemmeno all’allenatore o ai compagni di squadra, in sella alla propria moto per poi ricomparire qualche minuto prima dell’incontro offrendo comunque prestazioni di gioco eccezionali. Il secondo racconto, invece, è dedicato alla nuova inaugurazione dello stadio Filadelfia, il terreno di gioco degli Invincibili, la “Fossa dei Leoni”, il prato verde dove il Grande Torino demoliva i propri avversari. Un ragazzo del Sud raggiunge Torino per lavoro, e poi si imbatte nella storia di questa squadra, rimanendone affascinato, scontrandosi anche con una realtà che non immaginava potesse trovare visto che sul suolo del Filadelfia si vorrebbero erigere condomini e supermercati, mentre i trofei di quella leggendaria squadra sono stati caricati su un camion per essere poi abbandonati in una discarica. Uno scempio evitato, solamente in parte, grazie all’intervento dei tifosi. Ma tutto si conclude a lieto fine, con un racconto generato dai principi  della letteratura americana e la penna di Nardiello che si ferma un attimo prima che si compi il taglio del nastro.

Jvan Sica con il suo contributo effettua un viaggio nel web con google maps per scoprire ciò che è rimasto in Italia, tra la gente, del Grande Torino. Sica ritrova strade e stadi dedicati a quegli uomini, a quella squadra che fornisce anche ben dieci calciatori alla Nazionale italiana. Ne costruisce, così, un itinerario anche turistico e non solo della memoria che attraverso “semplici” nomi incisi su lapidi di marmo permette di rielaborare la storia di una Nazione attraverso il calcio. La penna di Sica fa tappa anche a Salerno in piazza Renato Casalbore, la piazza antistante lo stadio Donato Vestuti. Renato Casalbore era un giornalista salernitano, fondatore e primo direttore  del quotidiano Tuttosport, morto nella tragedia di Superga il 4 maggio del 1949 insieme a quella squadra che aveva seguito a Lisbona.

Nardiello e Sica, infine, insieme all’unica donna del gruppo e anche unica torinese e tifosa granata, la scrittrice Sabrina Gonzatto firmano l’intervista a Sauro Tomà l’ultimo calciatore di quella squadra ancora vivente.

Il libro sarà presentato sull’intero territorio nazionale. Si partirà il 28 aprile da Napoli, il 1 maggio a Torino presso il Museo del Toro e della Leggenda Granata.  In Campania altre tappe sono previste a Benevento, Agropoli e Castellammare di Stabia. Poi ci sarà Roma, il Salone del Libro di Torino e il Festival delle Storie della Valle di Comino.

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