“L’UOMO CHE DORME” DI CORRADO DE ROSA AL “TE’ LETTEARRIO” DE “LA CONGREGA LETTERARIA” DI VIETRI SUL MARE

0
863

E’ ambientato a Salerno, “una città perennemente in bilico tra l’ambizione di essere una provincia virtuosa e la frustrazione di non potersi considerare una metropoli. Una città che ha l’odore di salsedine dov’è piacevole vivere”, il nuovo romanzo noir del dottor Corrado De Rosa, psichiatra, autore di numerosi saggi sull’uso della follia nei processi di mafia e terrorismo, che è stato presentato nel secondo incontro della rassegna letteraria “ La Vetrina – Tè Letterario”, l’originale iniziativa culturale organizzata con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, nella persona del Sindaco Francesco Benincasa e dell’Assessore alla Cultura, il dottor Giovanni De Simone,  nella sede dell’associazione culturale “Fabrica” di Daniela Scalese ed Elisa D’Arienzo, dai direttori artistici de“ La Congrega Letteraria “ di Vietri sul Mare : Antonio Gazia e Alfonso Mauro, con la collaborazione   del Coordinatore de” La Rete de “La Congrega Letteraria”, Francesco Citarella.

De Rosa ha raccontato la trama del suo romanzo noir che vede protagonista uno psichiatra, consulente del Tribunale per i crimini violenti, il dottor Antonio Costanza:” Un personaggio che ha quarant’anni, un po’ indolente, ironico, vagamente sociopatico e teneramente narcisista, che ama la solitudine e il silenzio, gli piace leggere e ascoltare della buona musica, non sopporta gli entusiasmi della vita e ha delle piccole fobie e paure. A un certo punto, è coinvolto, quasi trascinato, in un caso in cui la Legge sembra incapace di fare giustizia: deve analizzare la mente omicida di un serial killer che ha ammazzato due prostitute nella zona della Litoranea. A trascinarlo è anche una bella giornalista, Laura Santamaria, alla quale gli psichiatri non piacevano granché: ” troppo filosofi per essere medici, troppo medici per essere filosofi”. Il dottor De Rosa ha spiegato che il suo romanzo noir è stato ispirato da storie vere: ” Le vicende che ho raccontato, le modalità della morte delle vittime, sono ispirate a fatti di cronaca accaduti realmente”. Nel libro, l’autore , attraverso il suo personaggio, spiega che le persone che uccidono manifestano prima dei segnali di disagio che se riconosciuti possono aiutare a prevenire ed evitare che quella persona uccida:” In effetti ognuno di noi può diventare un omicida. C’è un filo sottilissimo che ci trattiene dal dare libero sfogo agli impulsi più bassi: i buoni lo pensano, i cattivi lo fanno”. Il dottor De Rosa, sollecitato dall’introduzione del professor Antonio Gazia e da alcuni brani del libro letti da Alfonso Vincenzo Mauro, ha spiegato che anche la letteratura di crimine, compreso il genere noir, ha un peso sociale, un’importanza di denuncia forte: ” C’è tutto un filone letterario in questo campo che proprio della denuncia sociale fa il suo cavallo di battaglia”. De Rosa, che è nato a Salerno, è originario di Montesano Sulla Marcellana, e nel libro, Costanza, racconta anche di Filippo Gagliardi che aveva fatto fortuna in Venezuela e, tornato nel suo Comune natio, lanciava dollari dall’elicottero: ” C’è molto di me in questo racconto”, ha spiegato De Rosa che ha anche approfondito il tema complicato della follia “ A seconda di quale occhiale della psichiatria utilizzi, puoi definire cosa è follia e cosa non lo è:  ci sono sempre degli aspetti che deviano da quello che potrebbe essere considerata la normalità; in ambito giudiziario follia significa avere dei comportamenti che sono dettati da sintomi psichiatrici importanti come delirio, allucinazioni, anche se adesso stiamo assistendo a dei grandi cambiamenti dovuti ai veloci cambiamenti del mondo ai quali l’uomo non è in grado di adattarsi”. (FOTO DI EDOARDO COLACE)                        

 Aniello Palumbo.

 

 

 

 

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO