L’EROS ANTICO E MODERNO RACCONTATO DAL PROFESSOR ANIELLO DI MAURO ALLA CONGREGA LETTERARIA DI VIETRI SUL MARE

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“ Soltanto gli innamorati accettano con libera scelta di morire l’uno per l’altro”. Questi versi d’amore tratti dal Simposio di Platone, esattamente dal celebre dialogo sull’amore intitolato :” Il nobile sacrificio di Alcesti”, sono stati recitati in greco dal professor Aniello Di Mauro , grande cultore di letteratura contemporanea, già docente di latino e greco nei licei di Salerno e provincia, che ha parlato di:” Eros Antico e Moderno: Antologia di poesie d’amore” durante il secondo appuntamento degli “Incontri di Cultura” della “Congrega Letteraria”, organizzato nello storico e suggestivo oratorio dell’Arciconfraternita della SS. Annunziata e del SS. Rosario di Vietri Sul Mare dai direttori artistici, Antonio Gazia e Alfonso Mauro , con la collaborazione di Francesco Citarella e Daniela Scalese e il sostegno dell’Amministrazione Comunale, in particolare dell’Assessore alla Cultura, Giovanni De Simone.

Il professor Di Mauro, ha ricordato che a un certo punto del dialogo sull’amore, Platone immagina che Socrate, il suo maestro, riferisca il discorso che gli aveva tenuto la sacerdotessa Diotima:” Eros, sosteneva Diotima, è un grande Demone, non un Dio. Questo demone è una sorta di angelo, di mediatore tra il divino e l’umano”. Il professor Di Mauro ha poi richiamato un altrettanto celebre dialogo platonico: il Fedro, nel quale si parla dell’essenza di Eros:” Socrate, nel suo secondo discorso dichiara che esiste una forma di mania che deriva dagli dei ed è concessa da loro agli uomini come un dono: Eros è la mania d’amore che gli dei danno agli uomini come un aiuto per vivere”.

DI Mauro ha recitato in greco, spiegando ai tanti studenti del Liceo Marco Galdi di Cava Dè Tirreni presenti, l’analisi metrica del verso, quello che è considerato un vero capolavoro nell’ambito della poesia erotica: “L’Ode della gelosia”, scritto dalla poetessa greca di Lesbo, Saffo. Di Mauro ha ricordato anche i versi dell’immortale passo virgiliano del IV libro delle Georgiche nel quale si racconta di Orfeo ed Euridice: ” Orfeo, il mitico cantore della Grecia arcaica, perduta la sua amatissima donna, morsa da un serpente, ottiene di scendere nel regno dei morti per riportare tra i vivi la sposa, a patto che non si giri indietro a guardarla”. Bellissimi i versi tratti dalle “Lettere a Bruna” scritte da Ungaretti per la poetessa italo – brasiliana Bruna Bianco, che aveva 52 anni meno di lui: ”Fu il loro un amore folle che sfidò   tutte le convenzioni”. Di Mauro ha ricordato le testimonianze più belle sull’amore, in tutti i suoi aspetti, che la poesia ci abbia donato, a partire da Omero, ai versi di Catullo, Leopardi, Quasimodo, a quelli dei poeti greci del Novecento,  a quelli tratti dagli “Ossi di seppia” di Montale, ma anche quelli del cantautore canadese Leonardo Cohen e quelli del poeta tursitano, Albino Pierro, tratti dalla sua raccolta di poesie “I ‘nnammurete” :”Nella quale descrive l’impossibilità dell’idillio, cioè dell’amore pacificamente goduto. Nel dolore per la felicità assaporata e subito perduta, unica consolazione è il ricordo. La poesia d’amore è in Pierro soprattutto poesia del ricordo”. Emozionanti e toccanti i versi delle struggenti poesie declamate dal professore di latino e greco Luigi Alfinito. Il dottor Domenico Trotta, sessuologo e direttore del “Museo dell’Erotismo” di Salerno, ha esposto alcune sensuali opere di Franco Raimondi, Nello Torretta, Domenico Severini e Aragon.  (FOTO DI EDOARDO COLACE)

Aniello Palumbo

 

 

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