Quei due, domenica 24 al Teatro dei Genovesi.

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“L’ultimo Bottone” e “Tre mesi dopo” sono i due inediti eduardiani ricostruiti, integrati e rielaborati per esser portati in scena con il titolo unitario “Quei due!” sabato 23 febbraio, alle ore 21.15, e domenica 24 febbraio, alle ore 19, dalla Compagnia dell’Eclissi. Il palcoscenico sarà quello del Teatro Genovesi di Salerno. “Rendendo omaggio alla nobile e assai complessa tradizione della farsa su modalità espressive e ritmi contemporanei, lo spettacolo mira a rivisitare con benevola ironia un teatro quasi bidimensionale – scrive Marcello Andria che ne firma la regia – con quinte fisse e dipinte, in un allestimento stilizzato e privo di coloriture oleografiche – con gradazioni cromatiche sfumanti dal bianco al nero – e allude a distanza ai primi ‘film parlati’ a cui le commedie umoristiche dei De Filippo facevano da cornice poco meno di un secolo fa”.

A calcare le tavole saranno Felice Avella, Rossella Cuccia, Mario De Caro, Marco De Simone, Marica De Vita, Lea Di Napoli, Alfredo Marino, Annalaura Mauriello ed Enzo Tota.  L’adattamento e la rielaborazione scenica è di Felice Avella, con la collaborazione di Marcello Andria e Marco De Simone. La scenografia è di Luca Capogrosso su progetto grafico di Giulio Iannece. I costumi sono curati da Angela Guerra. Le musiche originali sono di Marco De Simone. Il titolo riprende quello del film che il regista salernitano Gennaro Righelli nel 1935 ispirò (molto liberamente) alle vicende dei due sfortunati mariuoli.

 

Truffatori per fame e per necessità, più che per autentica vocazione, Giacomo e il nipote Carlino inciampano di continuo nella loro imperizia e, provocando equivoci e disastri a catena, si consegnano inevitabilmente nelle mani delle guardie. Nel collaudato meccanismo a orologeria della farsa, le loro vicissitudini generano quell’ilarità stemperata da venature agrodolci che contraddistingue la produzione eduardiana dei primi anni Trenta.

Creature in fondo inadeguate, che trascinano la loro esistenza fra disagi e privazioni, Giacomo e Carlino divertirono fino alle lacrime molte platee italiane e, in particolare, il pubblico del Kursaal, palcoscenico della prima grande affermazione del “Teatro Umoristico I De Filippo”, al quale i più autorevoli critici italiani accorsero puntuali ad ogni prima per ammirare l’arte originalissima dei tre figli illegittimi di Scarpetta. Presentato in anteprima al Teatro Palazzo di Montecatini nel luglio del 1931, L’ultimo Bottone sbarcò a Napoli nel febbraio del ’32 (appena due mesi dopo la rappresentazione della versione originaria di Natale in casa Cupiello, dunque) e conobbe un gran numero di riprese fino al 1943. Pressoché unanimi i commenti dei giornali dell’epoca: «Sul canovaccio i fratelli De Filippo han ricamato motivi comici e caricaturali divertentissimi; imponente e austero Eduardo, smarrito e svanito Peppino: con irresistibili effetti d’ilarità e l’uno e l’altro»; «La cronaca registra il solito trionfo»; «…il lavoretto fu ascoltato in mezzo ad una ilarità incontenibile e continua. Superbo fu Eduardo […] e inimitabile apparve Peppino nella smarrita fissità degli sguardi […]: una creazione mirabile». Un successo che si ripetette a Roma, Milano, Torino, Bari, e che indusse Eduardo a riproporre i due personaggi in un’ulteriore vicenda, portando in scena, nel febbraio del 1934, Tre mesi dopo, copione dai più ritenuto smarrito, ma conservato in realtà nell’Archivio De Filippo in un unico canovaccio, dattiloscritto e corretto a mano, appartenuto al suggeritore.

 

Info line e prenotazioni: 089254524 – 3476178242 – 3382041379.

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