Le Panchine d’Autore a Cetara.

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Sono 34 le Panchine d’Autore, che accompagnano il corso di Cetara, da Piazza Martiri Ungheresi, fino al mare. Con la bella stagione estiva, di certo, non passeranno inosservate, grazie alla bellezza dell’arte ceramica, tipica del territorio costiero, insieme alla particolarità dei disegni che le rendono assolutamente uniche. Sarà un’occasione di attrazione per i turisti, attraverso una sorta di esplorazione dei rimandi culturali presenti tra le vie del paese, oltre alla possibilità di ammirare panorami e scorci, rimanendo seduti su vere e proprie opere d’arte.

In un’ottica di promozione e rivalutazione dell’arte e del territorio, ciascuna panchina raffigura dettagli significativi che si ispirano agli elementi caratteristici del piccolo borgo costiero: la pesca delle alici, con la tradizione della colatura di alici di Cetara e i limoni, con la bellezza dei terrazzamenti. Non poteva mancare, inoltre, un omaggio ad Ugo Marano, esponente di una corrente artistica che abbraccia la tradizione ceramica, caratterizzata dai colori intensi e decisi come il verde ramina che rappresenta il mare, ed alle sue frasi che racchiudono il senso stesso di chi le guarda, mentre leggendo riflette le proprie considerazioni dell’uomo e della natura che lo circonda.

Realizzato nel laboratorio del noto ceramista Vincenzo Santoriello,  il progetto è frutto di tre artisti di Cetara di grande talento: Filomena Bisogno, Matteo Giordano e Ida Giordano, i quali hanno disegnato e dipinto, secondo scelte personali atte a tenere viva nella memoria di chi le osserva, le tradizioni, i costumi e i colori della Costiera, integrando l’ambiente circostante, senza stravolgerlo.

“Promuovere la cultura è lo scopo di queste panchine disposte lungo il paese. Sono opere in cui il visitatore può rievocare il fascino dei personaggi e degli elementi che rappresentano l’identità di Cetara creando, così, un percorso culturale, le cui tappe conducono alla scoperta della nostra storia” – afferma Angela Speranza, Assessore alla Cultura del nostro paese.

Da sempre, le panchine rappresentano il punto di ritrovo di grandi e piccoli, soprattutto nei piccoli centri. Un’ iniziativa che intende l’arte come aggregazione e crescita sociale, con la grande finalità di rivalutazione del territorio e riqualificazione urbana.

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