LA STORIA DELLA MEDICHESSA SALERNITANA COSTANZELLA CALENDA RACCONTATA NELLO SPETTACOLO TEATRALE DI CARMEN PIERMATTEO GATTO

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E’ stato presentato al Teatro delle Arti lo spettacolo teatrale “ Anno Domini 1425. Costanzella Calenda e l’arcano napoletano”, un giallo storico di Carmen Piermatteo Gatto, che ha scritto il testo e curato la regia della rappresentazione teatrale, interpretata dagli attori della compagnia teatrale “Arena Historica”, organizzata per raccogliere fondi a favore del progetto di recupero dei bambini dislessici, dal Club Inner Wheel Salerno Carf, presieduto dalla professoressa Diana Sardone Di Lorenzo, in collaborazione con il Rotary Club Salerno 1949, presieduto dal dottor Vincenzo Caliendo, rappresentato dal Vicepresidente Raffaele Brescia Morra, e con l’associazione “Amici Fondazione Menna”, presieduta dalla dottoressa Rosanna Belladonna , che ha presentato la serata, direttrice organizzativa del “SalerNoir Festival” giunto alla V edizione, la cui direzione artistica è curata dalla scrittrice Piera Carlomagno, rappresentata dal giornalista Massimiliano Amato. “ Vogliamo risvegliare le coscienze della società civile, ma soprattutto delle istituzioni per dare a questi bambini dislessici gli strumenti necessari a raggiungere gli stessi obiettivi degli altri bambini” ha spiegato la Presidente Diana Sardone. Il Vicepresidente della Regione Campania, l’Onorevole Fulvio Bonavitacola, ha apprezzato lo spettacolo teatrale e sottolineato l’importanza del progetto a favore dei bambini dislessici:” L’Amministrazione Regionale si è sempre misurata, in modo particolare, con il tema delle Politiche Sociali, una società migliore parte da lì.. Anche sulla dislessia c’è un programma importante con l’emissione di un bando regionale specifico che ha visto la partecipazione di numerosi istituti” La storia dello spettacolo teatrale era ambientata nel 1425, periodo in cui era Priore della Scuola Medica Salernitana il Magister Salvatore Calenda, interpretato da Marco Notari: racconta di come la medichessa salernitana Costanzella Calenda, interpretata da Francesca Maione, novella investigatrice, riesce, tra una cura e l’altra ai malanni di alcuni dei personaggi protagonisti della storia, a risolvere il caso della morte, nella Reggia di Napoli, del Duca de Bolle, svelato dalla contessa francese Denou, interpretata da Monica Garofalo, e della scomparsa del giovane Angelo Battiloro, promesso sposo di Agnese , interpretata da Emilia Maiorino, la nipote di suor Cirene, interpretato da Anna Cipriano Di Filippo, che ha educato Costanzella Calenda quando frequentava il Convento di San Giorgio. Ad aiutare Costanzella a investigare è il Barone Baldassarre di Santomango, interpretato da Riccardo Notari, appartenente ad una delle più potenti e nobili famiglie del Regno,  innamorato di Costanzella Calenda. Amore contrastato dal padre del barone, interpretato da Guglielmo Barela, che non vuole dare il consenso all’unione dei due giovani innamorati perché Costanzella è figlia di un medico “I medici usano le mani per lavorare. Noi Baroni di Santomango usiamo le nostre mani per scrivere, mangiare e dare ordini”. Il giovane Barone Baldassare riesce ad aggirare l’ostacolo facendo nominare il padre di Costanzella Priore anche del collegium di Napoli grazie alla Regina Giovanna II d’Angiò Durazzo, interpretata da Valeria D’Aniello Romanelli, che inoltre ordina al padre del Barone Baldassarre di acconsentire al suo matrimonio con Costanzella. La Regina Giovanna è dedita ai piaceri della carne e spesso attira nella sua alcova vari uomini tra i quali anche il Dominus Severo della Certosa di San Martino, interpretato da Nunzio Di Filippo. Assistita dalla dama di compagnia Margarita, interpretata da Patrizia De Bartolomeis, che ha una relazione con il giullare di corte Camillo, interpretato da Luigi Tarabbo, la Regina intesse le trame della storia e contribuisce a far svelare l’arcano napoletano. Le musiche rinascimentali, suonate durante i cambi di scena, sono state eseguite alla chitarra dall’architetto Paolo Monizzi. La suggeritrice è stata Elvira Conforti.

Aniello Palumbo

 

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