I “ Frammenti di vita di un uomo qualunque” raccontati dal dottor Pier Giorgio Turco al Rotary Club Salerno Est.

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“ Dobbiamo cercare di essere i pionieri nel donare senza argini amore contro il dolore, perché la solidarietà è un sogno possibile, specie quando ci curiamo di far germogliare i semi della speranza”. E’ il messaggio lanciato dal dottor Pier Giorgio Turco, il “medico missionario rotariano” dal cuore puro che ha raccontato la “sua “ Africa, “ teatro di un’irrimediabile povertà” dove per ben 19 anni, dal 1993 al 2012, ha curato “ con quel calore che solo l’amore può dare” soprattutto i bambini con gravi malattie agli occhi. Lo ha raccontato nel suo libro “Frammenti di vita di un uomo qualunque”, che suscita forti emozioni, edito da “Il pendolo di Foucault”, presentato durante la conviviale organizzata al Grand Hotel Salerno dal Presidente del Club Rotary Salerno Est, il dottor Carmine Nobile, che ha anche nominato, insieme a tutto il Consiglio Direttivo, in occasione della visita del Governatore del Distretto 2100, Pasquale Verre, il dottor Turco, rotariano da 34 anni, Presidente Onorario del Rotary Club Salerno Est:” Ho sempre sognato da bambino di diventare, da grande, il presidente di un Club Rotary”, ha affermato commosso il dottor Turco mentre riceveva lo spillino di Presidente dal Governatore Verre tra gli applausi di tutti i soci del Club. Il dottor Nobile durante la serata dedicata al dottor Turco ha anche presentato due nuovi soci del Club: la Dirigente Scolastica dell’Istituto Sandro Penna di Battipaglia, Maria Rosaria Ippolito, presentata dal Past President Antonio Vairo, e Vincenzo Grieco, Amministratore Unico dell’azienda “Caffè Grieco”, presentato dal Presidente Carmine Nobile e due nuovi soci onorari: l’artista Maria Grazia Cappetti e Don Marco Raimondo, parroco della Parrocchia dei Santi Felice e Giovanni Battista in Pastorano.

Il dottor Turco ha raccontato i momenti in cui le sue lacrime hanno accompagnato nel loro ultimo viaggio quei bambini affetti da gravi malattie malariche e dalle tante forme di tumore di cui alcuni da lui stesso operati in sale operatorie prive di quasi tutto il necessario e in ambulatori dove il dottor Turco effettuava i suoi interventi di cataratta alla luce di una torcia:” Ci sono stati anche tanti momenti di gioia e di indicibile soddisfazione, specie quando, al mattino seguente il giorno dell’operazione, i pazienti si accorgevano di ritornare a vedere”. Il dottor Turco ha anche raccontato i momenti più importanti dei suoi quasi 90 anni di vita: il matrimonio con la sua dolce Marina, che ha dato alla luce cinque figli ”Una donna meravigliosa nel suo ruolo di sposa e di madre che purtroppo ora è in cielo ”, i suoi undici anni di primario oculista, il conseguimento, nel 2013, del Premio internazionale di “Medico dell’anno”; l’incontro con Padre Pio, nel 1967, e di quando, nell’agosto del 1993, si recò per la prima volta in Africa:” Accettando l’invito di Padre Carmelo Sanfelice, mi recai come medico volontario a Bukawu, in Congo ”. Il dottor Turco ha ricordato i volti e i sorrisi dei bambini dai grandi occhi e i piedi scalzi:” Vivono in capanne fatte di fango, pietre e rami nel Quelimane in Mozambico, dove non c’è l’acqua. Per rifornirsene i bambini percorrono spesso tantissimi chilometri trasportando taniche di più di venti litri”. Il ”medico missionario” ha parlato a lungo del progetto sociale di “Casa Familia” (il ricavato del libro sarà devoluto a questo progetto) realizzato nella città di Quelimane, in Mozambico, con il compianto Missionario Cappuccino, Fra Antonio Triggiante :” E’ stato costruito un orfanatrofio – casa famiglia, dove sono ospitati bambini abbandonati che vivevano nella strada che vengono lavati, vestiti, accuditi e nutriti ogni giorno”.. L’Africa con i suoi meravigliosi panorami è rimasta negli occhi e nel cuore del dottor Turco:” Vivrò sempre nella nostalgia dell’Africa. Vivo nel desiderio di ritornare tra i bisognosi e i sofferenti per continuare a donare calore umano, anche se solo attraverso un bacio ad un bambino o una carezza ad un lebbroso. Ma il mio impegno, anche se da lontano continua ancora per i bambini della “Casa Familia” in Mozambico. Ai giovani consiglio di andare in Africa: si raccolgono sempre le “monetine di ritorno”, cioè la gratitudine non formale, ma autentica come soltanto la purezza del cuore di un bambino sa donare”. Il poeta del Rotary Enzo Tafuri, ha recitato una poesia dedicata a Pier Giorgio Turco, tratta dal suo libro “Voli di Colomba”.

Aniello Palumbo

 

 

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