Rievocazione storica e Festa medievale, a Cava de’ Tirreni

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Tutto è pronto a Cava de’ Tirreni per la “Rievocazione storica arrivo di Papa Urbano II alla Badia e Festa Medievale al Corpo di Cava”, in programma nell’ultimo fine settimana di agosto, ossia tra sabato 30 e domenica 31.

Il cartellone eventi “Grandi Interpreti all’Abbazia”, giunto alla sua ottava edizione, ripropone dunque nel borgo medioevale del “Corpo di Cava”, già sede del corpo amministrativo e giudiziario del feudo dell’Abbazia Benedettina della SS. Trinità, la Festa Medioevale e la Rievocazione storica dell’arrivo di Papa Urbano II.

La “due giorni” di storia, musica, danza, banchetti e animazioni prenderà il via sabato 30 agosto alle ore 19:30 con il Corteo Storico (partenza dalla Chiesa della Pietrasanta) per la rievocazione della visita di Papa Urbano II alla Badia di Cava. Alle ore 19:50 saranno la comunità monastica e il “corpo” dei magistrati, giudici e notai ad accogliere il Corteo Papale presso la Porta Maggiore, nella piazzetta del Tiglio. Alle ore 20:30 avrà inizio la Festa Medioevale e nell’Abbazia Benedettina della Ss. Trinità il concerto di musica sacra dell’Ensemble Canavisium di Ivrea (TO) “Le musiche, le liriche, i canti nel mondo medievale dal 1200 al 1400”.

Domenica 31 agosto alle ore 20:00 dal cenobio benedettino il corteo di papa Urbano II si recherà alla volta del Corpo di Cava, dando inizio alla Festa Medioevale. Ad allietare le serate con danze, spettacoli e improvvisazioni varie riproponendo scene e atmosfere tipiche delle corti medioevali, sono stati scritturati gli artisti de “Il Contrapasso”, “Compagnia Tetraedro”, Tiziano “il Giullare senza radici”, la “Compagnia del Cervo Bianco”, i “Cavalieri del Giglio Bianco”, i “mestieranti di Viterbo” e l’Associazione Francesco Durante “Ave Gratia Plena”.

Il borgo torna dunque a rivivere la magia di quell’età di mezzo con la forza dei suoi contrasti, colori sgargianti e atmosfere cupe, fastose cerimonie e lamentevole povertà, rozza baldoria e dolce religiosità, proponendo spaccati di vita medioevale con antichi mestieri e un accampamento militare con la milizia al servizio del feudo abbaziale. Lungo il percorso saranno allestiti banchetti per degustare pietanze e bevande tipiche, servite in apposite ciotole e bicchieri di terracotta.

Il contesto architettonico, lo splendore della rocca fortificata in cui si svolge la manifestazione e la cura negli allestimenti scenografici rendono la Festa Medioevale unica nel panorama cittadino.

L’intento delle associazioni organizzatrici dell’evento: Associazione Storico Culturale Archibugieri SS. Sacramento – Distretto Corpo di Cava, Confraternita dello Spirito Santo, Borgo Badia di Cava e Centro Studi Il Selano – Ass.ne S.G. Bosco, con la disponibilità e collaborazione del  popolo del Corpo di Cava e della Collegiata Santa Maria Maggiore, con la sapiente guida del Padre Abate dom Michele Petruzzelli, Abate Ordinario dell’Abbazia benedettina della Ss. Trinità, insediatosi lo scorso 14 dicembre, è quella di rievocare e presentare al pubblico una delle più importanti e suggestive pagine di storia che hanno segnato la nascita di Cava de’ Tirreni.

La città è nata grazie all’Abbazia Benedettina della SS. Trinità e, in ogni caso, senza di essa avrebbe avuto un percorso storico del tutto differente, considerato che fino al 1092 il suo territorio faceva parte dell’“Ager publicus salernitanus”, che comprendeva anche i territori delle odierne Vietri sul Mare e Cetara e, come tale, era posto sotto la giurisdizione della Diocesi di Salerno.

Proprio in tale anno, questo patrimonio territoriale e umano confluì nella giurisdizione spirituale, economica e culturale dell’Abbazia della SS. Trinità, divenendo “terre” di pertinenza della Badia e definite “Terra de la Cava”, ciò per effetto della bolla papale concessa il 14 settembre 1092, da Papa Urbano II all’Abate Pietro I Pappacarbone a seguito della sua venuta alla Badia il 4 settembre 1092, per consacrare il cenobio benedettino, accompagnato dal Duca Ruggiero successore del padre Roberto il Guiscardo, sul trono di Salerno, Amalfi, Sorrento e nelle regioni della Puglia, Calabria e Sicilia, da sedici cardinali e da un gran numero di prelati, principi, sacerdoti e armigeri, seguito da una folla immensa, venuta d’ogni parte del circondario.

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