Straripa il fiume Tanagro. L'allarme dei Sindaci: ci hanno lasciati soli.

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Le piogge torrenziali che stanno flagellando incessantemente (piove da 4-5 giorni e le previsioni dicono che continuerà a piovere) in questi giorni l’area del Cilento e del Vallo di Diano stanno creando difficoltà e disagi alla popolazione, già alle prese con una situazione tutt’altro che facile dal punto di vista della rete stradale e della sicurezza.

Ad Auletta il fiume Tanagro è esondato mettendo a rischio le famiglie che vivono nei pressi degli argini. “Il livello dell’acqua è aumentato di 20 metri”, lancia l’allarme il Sindaco Pietro Pessolano “e finora non ho disposto l’evacuazione di oltre 15 famiglie per non creare loro ulteriori difficoltà, ma è evidente che dovrò farlo se le condizioni dovessero peggiorare, monitoriamo la situazione minuto per minuto e già nella giornata di ieri una squadra dei Vigili Del Fuoco ha lavorato senza sosta per mettere in sicurezza l’area.”

“Devo però osservare con rammarico”, continua il Sindaco di Auletta, “che questa situazione era stata segnalata dall’Amministrazione Comunale già nel 2012, attraverso comunicazioni scritte a tutti gli organi competenti, quali Genio Civile e Prefettura, informando per conoscenza anche la Procura Della Repubblica; furono pertanto effettuati diversi sopralluoghi e si arrivò alla stesura di un protocollo di intesa che coinvolgeva anche l’ANAS. Il Comune doveva presentare un progetto, che è stato predisposto, a cura del Geometra Giancristiano, ed approvato in Giunta. Il Comune ha fatto la sua parte, gli altri soggetti no. Ed ora ci troviamo in questa situazione. Quello degli argini Fiume Tanagro è il problema più urgente ma non l’unico che il Comune di Auletta si trova ad affrontare in questi giorni, ad esempio c’è il ponte cosiddetto “degli inglesi”, sul quale confluiscono i detriti del Vallo Di Diano, così come le cabine di proprietà della Snam, che servono alla decompressione del gas metano, come ancora i pali lenne linee telefoniche di Telecom che si trovano adiacenti i centri abitati. Sto occupandomi di questi problemi in prima persona, noi Sindaci dei piccoli Comuni siamo vessati ed isolati. Voglio far presente che non si tratta di una situazione di emergenza, ma di un problema strutturale, i Comuni fanno quello che possono ma non hanno gli strumenti per intervenire, ho ormai perso il conto degli esposti che ho presentato alla Procura della Repubblica.”

 

Non cambia la situazione a Sacco, piccolo centro confinante con Roscigno e Teggiano, dove il Sindaco Claudio Saggese allo stesso modo lamenta l’assenza delle istituzioni sovracomunali: “La situazione è critica come in tutto il Cilento e Vallo di Diano. Siamo ai limiti della vivibilità minima, presi come siamo tra eventi franosi e viabilità stradale. Stanno mancandoci le condizioni per garantire l’ordinario. L’ondata eccezionale di maltempo di questi giorni ha solo accentuato una serie di eventi franosi già in atto. Inoltre sulla rete stradale non viene fatta manutenzione da oltre tre anni, ragion per cui l’acqua non scola più nelle apposite cunette, ma invade direttamente la sede stradale. Non abbiamo argini di fiume nelle vicinanze dei centri abitati ma il rischio maggiore che corriamo è quello della caduta dei costoni di roccia. Dico solo che come Sindaco sono intervenuto materialmente occupandomi in prima persona della pulizia di alcune cunette per lo scolo dell’acqua.  Come ciliegina sulla torta, nella serata di ieri c’è stata anche la scossa di terremoto che naturalmente fa crescere le preoccupazioni per l’accentuazione di eventi franosi che sono già in atto. Per fortuna in queste ore c’è una piccola tregua, ma è previsto un peggioramento nei prossimi giorni. Questa è la condizione in cui ci troviamo, una situazione in cui la Provincia è latitante e noi Sindaci dei piccoli Comuni siamo stati lasciati soli.”

PIETRO PIZZOLLA

 

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