GdF arresta imprenditore cilentano per bancarotta fraudolenta.

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1969_GDF SALERNONell’ambito dei servizi di tutela dell’economia, predisposti dal Comando Provinciale di Salerno e coordinati dal Gruppo di Eboli, a presidio del corretto funzionamento del sistema economico e finanziario, all’esito di una complessa attività d’indagine condotta dai militari della Tenenza di Sapri, è stato tradotto, nel carcere di Vallo della Lucania (SA), un imprenditore del Basso Cilento, a seguito di un ordine di esecuzione disposto dal Procuratore Capo della Repubblica – Dott. Vittorio Russo.

L’imprenditore dovrà scontare una condanna definitiva a 6 anni di reclusione per i reati di bancarotta fraudolenta, di cui all’art. 216, primo comma, n. 1 e 2, e all’art. 223 della Legge Fallimentare.

I beni sottratti alla procedura fallimentare risultavano custoditi all’interno di un capannone, sito nel Comune di Santa Marina (SA), di proprietà di una delle società riconducibili al soggetto ed erano stati acquistati con fondi comunitari, nell’ambito di un piano di investimenti, che prevedeva la costruzione di un impianto di avannotteria e di un ulteriore impianto destinato alla lavorazione ed alla trasformazione di prodotti ittici, finanziati con tre distinti decreti di concessione POR per un ammontare complessivo di circa €. 4.000.000,00.

Nella realtà dei fatti accertati dalla Guardia di Finanza di Sapri, poco e nulla di ciò fu realizzato e le ingenti somme ricevute, già a suo tempo, furono destinate, anche tramite l’emissione e l’utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti per circa 10.000.000 di Euro, a finalità non certo lecite, proprio perché diverse da quelle previste.

L’attività espletata testimonia il costante impegno profuso dalla Guardia di Finanza al contrasto dei reati fallimentari, reprimendo ogni forma di condotta che possa ledere gli interessi della collettività.

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