Classifica Università del Sole 24Ore, Salerno al 23' posto. Tommasetti: soddisfazione ma rammarico per le Università del Sud.

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Il Sole 24 ore ha pubblicato la classifica di qualità delle Università italiane.

Le Università del Sud, ed in particolare quelle di Napoli (Federico II e Partenope), sono relegate sul fondo della classifica.

Fa eccezione l’Università degli Studi di Salerno, che si attesta al 22mo posto (su 61 Atenei presi in esame), alla pari con l’Università di Roma-Foro Italico. Risultato dignitoso anche per l’Orientale di Napoli, risultato 31.mo.

La classifica del Sole24 Ore si è basata sulla costruzione di 12 indicatori, 9 riferiti alla didattica (Attrattività, Sostenibilità, Stage, Mobilità Internazionale, Borse di Studio, Dispersione, Efficacia, Soddisfazione ed Occupazione), e 3 riferiti alla ricerca (Ricerca, Fondi esterni ed alta formazione).

Il punteggio ottenuto da ciascuna Università si basa dunque per il 50% sui risultati negli indicatori di didattica e per il 50% sui risultati negli indicatori di ricerca.

Il Rettore dell’Università di Salerno Tommasetti ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti dall’Università di Salerno, ma si dice altrettanto rammaricato nel vedere le Università  meridionali in fondo alla classifica, consapevole del fatto che fare Università al Sud è estremamente difficile.

“La buona notizia è che l’Università di Salerno risulta essere la prima università del Mezzogiorno, la 22esima nel rating nazionale, per le nuove classifiche sulle qualità pubblicate da Il Sole24Ore di questa mattina. Sicuramente una notizia positiva che premia gli sforzi che stiamo conducendo in tutti gli ambiti per cercare di porre sempre più attenzione alla qualità della nostra ricerca e della nostra offerta formativa. Allo stesso tempo ci rammarica, ma troviamo comprensibile, il fatto che le università del Sud occupino la seconda parte della graduatoria, con risultati inferiori al nostro.

Oggi essere rettore del Sud è sicuramente un’operazione complicata; viviamo in un contesto socio-economico difficile e non possono che risentirne anche la qualità della didattica e della ricerca. Ecco perché, partendo da Salerno, anche in forza di questi buoni risultati e di questa leadership regionale che ci viene riconosciuta rispetto agli altri atenei, dobbiamo chiedere con forza alla buona politica nazionale e al Ministro Giannini di sostenerci nella nostra attività.  Se è vero come è vero che il Ministro stesso, durante la visita al nostro Campus dello scorso lunedì, ha avuto modo di definirci come eccellenza del Mezzogiorno,  è arrivato il momento di premiare con i fatti questi riconoscimenti.

La stessa richiesta vale anche per la buona politica regionale, perché l’Università di Salerno è un patrimonio della Regione e, come tale, bisogna che partecipi in tutte quelle linee in cui ci sono spazi di manovra per gli atenei. Lo chiediamo dall’alto di questi risultati e degli sforzi che stiamo facendo come Ateneo, come corpo docente, come personale tecnico e come comunità di studenti.

Aggiungo una parola anche sugli studenti. Il dato di questa indagine va infatti scomposto. Se è esaltante per quanto riguarda la ricerca scientifica, lo è meno per quanto riguarda la didattica. Anche su questo l’Università deve lavorare. Dobbiamo porre nuovamente lo studente al centro dell’attenzione dell’Ateneo e quindi tutti i soggetti coinvolti, i Direttori dei Dipartimenti, i Presidenti di Corsi di Studio e i singoli docenti, devono capire che bisogna porre attenzione al singolo studente, al singolo percorso di studio, affinchè  lo studente esca più rapidamente dal percorso di studio, svolgendo così un buon servizio per la didattica e, più in generale, per l’Ateneo”.

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