“IL MISTERO DI PAMELA REYNOLDS”. SUICIDIO O ASSASSINIO? IL LIBRO DI ANTONIO CORBISIERO

0
914

Pamela Reynolds, (Pamela, pronunciato in inglese con l’accento sulla a), era una giovane poetessa inglese, di Birmingham, che ad appena venti anni morì ad Anacapri, il 27 maggio del 1935, gettandosi dalla rupe di Orrico, lungo il sentiero che collega la Grotta Azzurra con Punta Carena. Si trattò veramente di un suicidio? “Ad Anacapri si sostiene che era impossibile scavalcare l’enorme muro per lanciarsi sugli scogli frastagliati accarezzati dalle onde. Non si è mai saputo se fu un suicidio, un fatale incidente, se fu istigata a gettarsi dalla rupe oppure un omicidio” ha raccontato lo scrittore salernitano Antonio Corbisiero che a più di ottant’anni dalla morte di Pamela ha scritto un meraviglioso pamphlet: ”Il mistero di Pamela Reynolds”, edito da “Il Grappolo”, che ha dedicato alla giovane poetessa:” Perché le sia restituita la sua dignità”. Corbisiero è venuto a conoscenza di questa misteriosa storia per caso:” Un sabato di fine agosto del 2016 a Villa San Michele, che si staglia sul promontorio di Anacapri, incontrai due scrittori Rita Monaldi e Francesco Sorti, che mi raccontarono questa storia”. Pamela, che era anche una pittrice, risiedeva nella sua casa anacaprese:” Villa Monticello, che venne definita da Edwin Cerio “La piccola Oxford di Anacapri”. Era frequentata da scrittori importanti della letteratura inglese anche perché il padre di Pamela, Richard Reynolds, fu segretario della Fabian Society, amico di Bernard Shaw e Oscar Wilde”. Pamela aveva due sorelle:” Diana ed Ermione. La famiglia Reynolds era giunta ad Anacapri nel 1922, per i problemi polmonari della mamma Doroty. A prendersi cura della famiglia era un’isolana, Raffaela Celentano, che dopo la tragica fine della ragazza inglese, volle chiamare sua figlia Pamela”. Corbisiero ha anche ricordato che i due scrittori, Rita Monaldi e Francesco Sorti, che hanno scritto un libro su Curzio Malaparte, si sono rivolti allo studio di grafologia e investigazioni comparative Faiello per effettuare delle ricerche sul fatto di cronaca avvenuto sull’isola:” Secondo queste ricerche, quello di Pamela non fu suicidio. La promettente poetessa era una ragazza bellissima, solare, che non era propensa al suicidio. Una ragazza così bella poteva essere oggetto di attenzione di un uomo maturo? Qualcuno ha tirato in ballo l’ingegnere Edwin Cerio, noto scrittore locale, ottimo botanico, collezionista d’antichità e uomo d’affari, che fu Sindaco di Capri dal 1920 al 1023. Cerio aveva una particolare attrazione per le giovinette a tal punto che sposò a 69 anni Claretta che ne aveva 26”. Gli scrittori Monaldi e Sorti hanno dichiarato che faranno riesumare le povere spoglie mortali della giovinetta inglese al fine di far luce sulla verità. La Procura di Napoli, nel frattempo ha riaperto l’inchiesta”. Mi sono anche recato nel cimitero acattolico di Capri per portare un fiore sulla tomba di Pamela Reynolds le cui spoglie riposano accanto a quelle del padre Richard, insieme a tante tombe di autori famosi e personaggi celebri come Gianni Amelio, Norman Douglas e Thomas Spencer”. L’introduzione al libro è stata scritta dalla scrittrice Patrizia Rinaldi che sottolinea come l’autore, con perizia, abbia indagato su questo mistero:” Non solo ricostruendo eventi storici e dinamiche private, ma mettendo in evidenza anche i temi della poetica di Pamela Reynolds, la sua modernità forsennata, il suo anticipare travagli tipici della cultura mitteleuropea”. La postfazione è stata scritta dal professor Francesco D’Episcopo che ha apprezzato il denso e intenso scritto di Antonio Corbisiero: ” Editore, ma anche giornalista di razza, perspicace, curioso certamente, ma soprattutto amoroso nei confronti di una donna, una poetessa, di non trascurabile personalità e talento, che merita di non essere dimenticata e sicuramente merita una maggiore attenzione e un più analitico trattamento umano e culturale”. Il libro di Corbisiero sarà presentato questa alle ore 18,30, nella Sala Multimediale “Mario Cacace” di Anacapri.

Aniello Palumbo

LASCIA UN COMMENTO