Teatro, cinema, televisione e libri: Yari Gugliucci, da Salerno ad Hollywood

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Storia di passioni.

18,75% di share con 4.516.000 telespettatori per la prima parte della fiction televisiva “Rodolfo Valentino – la Leggenda”,  con  l’attore salernitano Yari Gugliucci, nei panni di Tony, il napoletano amico e agente del mitico latin lover del cinema muto di Castellaneta, accanto a Gabriel Garko, Dalila Di Lazzaro, Giuliana De Sio, Asia Argento.  

Yari Gugliucci, è un salernitano doc,  classe ’74, padre medico salernitano e madre avellinese, con la passione del teatro e l’amore per il suo territorio di origine.  “Sono salernitano, non napoletano”  tiene a precisare quando lo definiscono napoletano,  perché la sua Salerno la porta nel cuore. Sempre. “Amo molto il territorio e  vorrei vedere questa città crescere come cresce la mia carriera, di pari passo”. Produttore esecutivo di un cortometraggio con Asia Argento, presentato al Festival di Cannes, ha insistito affinchè alcune scene fossero girate a Salerno; “quando posso, porto un po’ di lavoro a casa”, dice con estrema simpatia. Un’infanzia ed un’adolescenza trascorsa   tra studi classici al Liceo  Torquato Tasso ed il debutto al Teatro San Genesio,  laurea in Sociologia presso l’Ateneo salernitano e tanta voglia di recitare. Ventisei gli anni fino ad oggi dedicati al teatro. Decidiamo di incontrarlo in questa  mattina di aprile all’indomani della trasmissione della fiction su Canale 5, al Teatro Verdi di Salerno, location in cui sono state girate alcune  scene di “Caruso, la voce dell’Amore” in cui interpretava Giovanni Caruso, fratello di Enrico. Giusto luogo, pregno di sogno e magia per un ragazzo pieno di entusiasmo che è partito da Salerno ed è arrivato ad Hollywood, tenendo seminari alla New York University, recitando, imparando, mettendosi sempre alla prova. Esordisce al cinema con il Film “Isotta “ di Maurizio Fiume, stesso regista che gli affida il ruolo di Giancarlo Siani, il giornalista napoletano assassinato dalla camorra nel 1985, nel film “E io ti seguo”. Grazie a questa interpretazione Yari riceve la nomination al Festival Internazionale di Montreal e vince il premio come miglior attore al Clorophille Film Festival. Ottiene riconoscimenti dal New York Department  ed il Nastro d’Oro a Baden Baden per l’impegno civile nella lotta alla criminalità organizzata. Simpatia immensa,   grande semplicità ed umiltà emergono dal sorriso schietto del salernitano che ha collaborato con grandi registi quali Lina Wertmuller, in “Ferdinando e Carolina” e in  “Francesca e Nunziata”, con i Fratelli Taviani nella miniserie televisiva “Luisa Sanfelice”, nel ruolo dell’ultimo Re di Napoli, Francesco II, per la miniserie “Eravamo solo mille” con Stefano Reali. Lo ritroviamo accanto a Michelle Pfeiffer nel riadattamento de “The Tempest” di William Shakespeare per il regista polacco Rebinsky.  Definito “period face” , faccia d’epoca, dal quotidiano inglese “The Guardian”, non si arresta innanzi a nulla e ci racconta della sua  nuova avventura: il suo esordio letterario, “Billy Sacramento”, la cui prefazione è curata da  Lina Wertmuller,  libro cult nella Grande Mela . “Le frasi di Billy Sacramento sono tatuaggi” ha affermato Lawrence Ferlinghetti, padre della Beat Generation. Yari nel suo libro ci propone un emigrante, naufrago della società in bilico  tra alcool, donne  e social network, solitudine e noia, in un contesto di  anime perse dove il sesso viene  usato come analgesico, tra l’affannosa ricerca di un lavoro fisso e  quella di una donna ideale, rincorrendo successi facili. Yari si presenta a noi con entusiasmo e grinta, quella stessa che lo porta ad essere  in prima serata , martedì 22 aprile su Canale 5, per la seconda parte della fiction su Rodolfo Valentino.  Siamo sicuri che in futuro, questo attore made in Salerno, continuerà a stupirci con nuovi successi.

Claudia Izzo

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