PIER FRANCESCO MASTROBERTI: UN UOMO PURO, COME LA SUA ARTE

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Non si può non rimanere incantati davanti alle opere del dottor Pier Francesco Mastroberti,  il medico – artista   salernitano che ha realizzato innumerevoli opere  d’arte nella nostra città e  moltissime altre, di grandi dimensioni, come la “Fontana di Bacco e Arianna”  e il “Monumento ai caduti” nel paese della sua fanciullezza: Sant’Angelo le Fratte, in provincia di Potenza:” Sono nato a Satriano di Lucania , un paese vicino , ma da bambino ho vissuto a Sant’Angelo le Fratte ,  il paese di mio padre che faceva il medico condotto “. In quell’antico borgo il dottor Mastroberti, all’età di 11 anni, nel periodo postbellico, ha iniziato a lavorare la creta:” Realizzavo i pastorelli del presepe con la creta che   riuscivo a prendere da quella raccolta  dalle tante  rondini  che volavano  alte verso le rocce della montagna; proprio  in uno dei tanti buchi che c’erano tra le rocce  scoprii dove  le rondini conservavano la creta che utilizzavano,  insieme a delle pagliuzze, per fare i nidi”.  A Sant’Angelo le Fratte Mastroberti ha imparato l’arte del disegno e della scultura: “Poi con la mia famiglia ci trasferimmo a Eboli, dove frequentai le scuole medie: ricordo che fui rimandato proprio in Disegno; all’esame di riparazione di ottobre il professore mi promosse con otto”.  Successivamente i genitori si trasferirono  a Salerno:” Mi iscrissero  al Liceo Tasso. Mi piaceva molto disegnare: sul giornale di classe “Il Loggione” facevo anche le caricature ai professori, qualcuno si arrabbiava.  Poi mi iscrissi alla Facoltà di Medicina all’Università  Federico II di Napoli  e subito dopo la laurea mi chiamarono dal Comune di Sant’Angelo le Fratte per chiedermi di sostituire mio padre, che era morto il mese prima che io mi laureassi,  e per quattro  anni feci il medico condotto del paese”. Specialista in Anestesia e Rianimazione, per anni il dottor Mastroberti ha lavorato all’Ospedale Ruggi di Salerno:” Quando  tornai a Salerno  aprii un laboratorio di analisi con il dottor  Antonio Borsellino e poi cominciai a lavorare al Reparto di Chirurgia Interna dell’Ospedale di Salerno.  Nel frattempo continuavo a dipingere e a realizzare delle sculture in creta che però non rubavo più alle rondini, ma  compravo in blocchi  in  un negozio”.  La passione per i presepi gli è rimasta: ” Ho realizzato dei presepi in gesso  e garza con l’anima di ferro e legno, che ho esposto a Parigi, a Matera, al Maschio Angioino a Napoli e al Duomo di Salerno”.

Per un breve periodo Mastroberti ha anche frequentato l’Accademia di Belle Arti di Napoli: ” Grazie al dottor Luciano Amoroso, mio amico, conobbi il professor Giovanni De Vincenzo, col quale approfondii le tecniche per realizzare le sculture, anche quelle in bronzo”.   In bronzo Mastroberti ha realizzato innumerevoli busti: quello dell’imprenditore salernitano Giovanni Siniscalchi, quello del Cavalier  Nicola De Cesare, quello del calciatore  salernitano Andrea Fortunato, che è esposto a Perugia,   quello di  Padre Candido Gallo ,  che era il parroco dell’Ospedale,   e quello di Totò collocato nel giardino dell’Hotel Caruso di Ravello.  “ Adesso sto lavorando alla realizzazione del busto di Dante Alighieri” ha raccontato con orgoglio Mastroberti che ha realizzato anche il trofeo “Lumen et Magister” che veniva consegnato ogni anno a illustri medici italiani e stranieri durante le “Giornate della Scuola Medica Salernitana” e il ritratto in ceramica monocroma dell’avvocato Pastore, in collaborazione con l’artista e amico Giancappetti.  Famosi i suoi Pulcinella in terracotta: ” Il primo “Pulcinella padre” che regge sulle spalle un piccolo Pulcinella, lo realizzai per il “Giffoni Film Festival” poi ho realizzato il “Pulcinella Mentore” per il World Forum for Child Welfare per l’associazione Mentoring Italia/USA e tanti altri”.  Negli anni 70/80 Mastroberti ha collaborato con il bollettino dell’Ordine dei Medici di Salerno  dove aveva una pagina dedicata a vignette umoristiche e caricature  e dove si firmava disegnando  un piccolo topino realizzato unendo tra loro dei   cerchi. “La coda del topo è la mia firma”.   Mastroberti che ha anche fondato, insieme con altri medici, l’Associazione dei Medici Artisti Salernitani, A.M.Ar.S, ha utilizzato varie tecniche artistiche e vari materiali: ha realizzato opere in creta, gesso, ceramica, bronzo, rete metallica e  filo di ferro, legno raccolto sulla spiaggia.  Ha dipinto, negli anni 80, quadri a olio e anche acquerelli. Ha anche realizzato, in ceramica alveolare, il logo dell’Ospedale posto sulla palazzina all’ingresso dell’Azienda Ospedaliera di Via San Leonardo: ” L’ho realizzato insieme al professor Andrea  Guarino che ha smaltato quasi trecento pezzi che rappresentano la struttura del DNA montati con la supervisione tecnica dell’ingegner Guida”.  All’interno dell’Ospedale ha anche realizzato tre crocefissi in bronzo e, sempre in bronzo, l’opera “Padre Pio confessore” collocata nel giardino della struttura ospedaliera.   Alla fine di luglio Mastroberti ha anche partecipato, con sue tre opere, al “Festival d’Arte e Cultura “ di Montecorvino Rovella diretto artisticamente dal dottor Giuseppe Carabetta. Mastroberti, che ama sperimentare forme nuove e che come Michelangelo utilizza spesso la tecnica del non-finito, è un uomo puro, di profonda umanità: un’umanità delicata , leggera , essenziale, di cui le sue opere  sono intrise.

Aniello Palumbo

 

 

 

 

 

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