Entro Natale 2026, circa 2.000 funzionari e tecnici specializzati, operanti in 93 Comuni della Sardegna e oltre 950 enti locali del Mezzogiorno, rischiano di essere licenziati anticipatamente. Questa situazione deriva dalla mancanza di risorse economiche e proroghe contrattuali necessarie per garantire la loro continuità lavorativa. Il Comitato dei funzionari del PNRR esprime profonda preoccupazione per il futuro di queste famiglie, che si trovano a vivere con l’angoscia di un imminente licenziamento. “Cosa dovrebbero festeggiare queste 2.000 famiglie a ridosso delle festività?” si domanda il Comitato, sottolineando l’assurdità di trovare fondi per le spese militari mentre si negano risorse per garantire la dignità del lavoro e i servizi essenziali ai cittadini.
La crisi colpisce indistintamente i Comuni, indipendentemente dall’appartenenza politica, e ha già suscitato il sostegno di consiglieri regionali di vari schieramenti. Recentemente, è stata presentata un’interrogazione parlamentare urgente per trovare soluzioni immediate. I sindaci del Sud, per mesi, hanno tentato di contattare il Governo per chiedere la proroga dei contratti, ma hanno ricevuto solo silenzio.
Il rischio di perdere queste professionalità non riguarda solo i lavoratori, ma anche la capacità dei Comuni di gestire e intercettare finanziamenti vitali per le comunità locali. Senza questi tecnici, gli enti locali torneranno a una gestione ordinaria, compromettendo progetti cruciali come quelli legati al PNRR. La situazione è critica e il tempo stringe: il Governo deve agire rapidamente per evitare una catastrofe sociale a ridosso delle festività natalizie.
Articolo realizzato sulla base del comunicato stampa “Emergenza PNRR e Coesione: 2.000 famiglie del Sud verso il licenziamento a inizio dicembre. Il Comitato: “Iniziato il conto alla rovescia per cacciare i tecnici dai Comuni. Si trovano fondi per le armi ma non per la PA”” ricevuto tramite email da “Tiziana Mori” in data 16/10/2026.








































