“Dante per Sempre”. Il nuovo libro della professoressa Pina Basile presentato all’Archivio di Stato di Salerno dal professor Alberto Granese

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“Dante ignora la “Scuola Medica Salernitana” e i suoi fermenti di medicina: pensa ad una medicina con tendenza spirituale, riservata agli ecclesiastici più che ai laici e pone alla base delle sue conoscenze mediche lo studio della filosofia aristotelica. L’unico punto di collegamento di Dante   con la “Scuola Medica Salernitana” è la sua conoscenza di Alfano I che ha conosciuto nei monasteri benedettini che lui frequentava”. Lo hanno spiegato il professor Alberto Granese e la professoressa Pina Basile in occasione della presentazione del nuovo libro della Presidente della “Società Dante Alighieri” di Salerno, che s’intitola “Dante per Sempre” ed è edito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano. Il libro presentato in una pregevole veste grafica, corredato da nove immagini di alto livello artistico e qualità fotografica con le opere di Luca Signorelli, Annibale Gatti, Giotto, Raffaello e tanti altri artisti è stato presentato, nella storica “Sala Bilotti” dell’Archivio di Stato di Salerno,  dal professor Alberto Granese, eccellente dantista, già Ordinario di Letteratura Italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Salerno, che ha approfondito tutti i sei capitoli del libro della Basile:” Riguardano alcuni momenti fondamentali della vita di Dante, sia dal punto di vista biografico, sia dal punto di vista della sua produzione poetica e letteraria” Il professor Granese si è soffermato sull’incontro, riportato nel libro della Basile, di Dante con Giotto:” A Padova, nella Cappella degli Scrovegni, ma anche ad Assisi”. Granese ha affermato che la “Divina Commedia” è un Poema femminile:” Per l’immortalità che viene data a Beatrice, una donna che accompagna Dante per tutta la vita. Nell’incipit del Poema sono presenti tre donne: la Madonna, Maria; Santa Lucia e Beatrice che sostanzialmente salva Dante dalla selva oscura”.  Granese si è anche soffermato sul rapporto di Dante con i Papi: “Dante non ha mai avuto un buon rapporto con i Papi che al tempo detenevano un grande potere, al pari dei Capi di Stato. La Basile elenca ben ventuno Papi che figurano nella Divina Commedia: da Bonifacio VIII ad Adriano V a Celestino V”. Granese ha spiegato che Dante, nonostante le sue tante competenze, non era né un teologo, né uno scienziato:” Dante è un poeta che si presenta come poeta e si fa guidare da un poeta che è Virgilio. Dante è l’artefice della parola: crea la parola, il verso. La poesia è linguaggio e senza il linguaggio non c’è poesia”. Granese ha anche analizzato l’interesse di Dante per la medicina:” Dante si iscrisse all’Arte dei Medici e degli Speziali. Pina Basile si sofferma sulle malattie che Dante incontra soprattutto nell’Inferno: la scabbia, la dermatite, l’edema e l’alterazione visiva”. Granese ha spiegato che i versi dedicati da Dante a Francesca Da Rimini rappresentano uno dei momenti più alti della poesia mondiale:” Era una peccatrice, che si trova nell’Inferno, che però, secondo i romantici, ha peccato per amore”. Granese ha analizzato il rapporto tra Dante e Leonardo che, pur essendo vissuti in epoche diverse rappresentano l’intellighenzia italica nel mondo:” Leonardo, che aveva nella sua biblioteca una copia della Divina Commedia, riteneva che la pittura potesse essere una poesia muta, mentre Dante, in un verso famosissimo del Purgatorio, parla del visibile parlare riferito a dei quadri: i bassorilievi di marmo del Purgatorio, che dice essere delle immagini che sembrano parlare. Dante e Leonardo avevano la stessa visione cosmica del Creato”.  La professoressa Basile ha spiegato di aver  dedicato un capitolo del suo libro all’uxoricidio di Francesca da Rimini e Pia dè Tolomei:” Quando l’uomo bruto annienta l’identità di una donna fino alla morte, i lemmi che si dovrebbero usare sono: uxoricidio, muliericidio o donnicidio e non il termine femminicidio che è comparso nell’ordinamento penale nel 2013 ed è offensivo e linguisticamente improprio se riferito a una donna perché la parola femmina dovrebbe essere attribuibile alla femmina dell’animale. Rispetto a questo tema Dante è quanto mai attuale: oltre settecento anni fa ha voluto sensibilizzare i lettori di ieri e di oggi alla problematica dell’uxoricidio”.

La prefazione e la presentazione del testo, scritto in italiano con versione in inglese, sono state curate da due eccellenti dantisti: il professor Alessandro Masi, Segretario Generale della Società Dante Alighieri, e il professor Rino Caputo, Professore ordinario di Letteratura italiana all’Università Tor Vergata di Roma e Direttore della Rivista Internazionale Dante. La Direttrice dell’Archivio di Stato, la dottoressa Fortunata Manzi, ha ricordato che gli Archivi di Stato conservano la memoria della nostra Nazione e che la sala dove si è tenuto l’incontro è dedicata a Paolo Emilio Bilotti:” Fu il direttore dell’Archivio di Stato di Salerno dal 1892 al 1927.  È stato anche il responsabile di una grande collezione numismatica più importante d’Italia; di circa undicimila pezzi   custodita gelosamente presso il nostro Archivio”. La Dottoressa Manzi ha raccontato anche dell’importante patrimonio archivistico presente nell’Archivio di Stato:” Abbiamo pergamene databili al IX-X secolo e documenti dell’antica Provincia del Principato Citeriore. Conserviamo anche tutti i documenti della Provincia di Salerno dall’Unità d’Italia in poi.  La dottoressa Manzi ha anche parlato della “Cappella di San Ludovico”, di epoca Angioina, dalla quale attualmente si accede all’Archivio interessato da lavori di ristrutturazione.  Il   Consigliere Comunale con delega alla Cultura, il dottor Ermanno Guerra, ha portato i saluti del Sindaco Vincenzo Napoli e lodato l’attività della Società Dante Alighieri:” Coinvolge con continuità le intelligenze migliori della nostra città. Ha anche dato una spinta importante affinché si inaugurasse una piazza sul Lungomare dedicata a Dante Alighieri”. Ha collaborato alla organizzazione dell’incontro l’Associazione Culturale dell’Università di Salerno “UNI IN STRADA” presieduta dal professor Rino Cuccurullo che ha annunciato un incontro su “Dante e la Medicina” che si terrà quanto prima all’Ordine dei Medici di Salerno. Durante la serata è stato presentato anche il nuovo libro curato dalla professoressa Concetta Basile che racchiude tutti i documenti e le foto degli eventi organizzati dalla Società Dante Alighieri dal 2011 al 2022.

Aniello Palumbo