“I VINI ITALIANI MIGLIORI DI QUELLI FRANCESI”: I VITICOLTORI CAMPANI A VINARTE

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Il vino italiano batte il vino francese negli Stati Uniti. Secondo le elaborazioni Vinitaly-Nomisma Wine Monitor su base doganale, nel primo bimestre 2018, l’export verso gli USA ha registrato una crescita del 3,8% del vino italiano contro il +3,4% di quello francese. Un sorpasso che vale per noi 243 milioni di euro. I francesi si sono fermati a 227 milioni di euro. Abbiamo chiesto ad alcuni dei titolari delle aziende vinicole che stanno partecipando alla IX edizione VinArte, la manifestazione enoculturale promossa dall’associazione SalernoAttiva-Activa Civitas, presieduta dal dottor Michele Caprio, inaugurata sabato sera nella sede del Museo Diocesano San Matteo, nel Centro Storico di Salerno  di spiegarci quali sono le motivazioni che spingono a bere vino italiano. La “Signora del Vino”, Mila Vuolo, che con la sua cantin è l’unica che ha ancora la sua sede di produzione nel Comune di Salerno:” Tra Giovi e Rufoli, una zona dove storicamente si è sempre prodotto vinoha proposto un “Aglianico” del 2011 e un “Fiano” 2016 dei “Colli di Salerno IGT” “Negli ultimi 15 anni il vino italiano ha avuto una grande crescita”. Il dottor Massimiliano Cosenza, ha presentato i vini delle aziende “Cardosa” di Castel San Lorenzo; dell’Azienda “Filadoro” di Lapio (Avellino) e della “Tenuta Le Querce” di Potenza L’azienda “Albamarina” di Mario Notaroberto, di Forio di Centola, ha presentato, con Cinzia Di Giorgio, il suo “Valmezzana” un Fiano del Cilento del 2015 e il suo “Futos”, un aglianico IGP Paestum del 2015. L’enologo Raffaele Inglese dell’azienda vinicola “Antico Borgo” di Taurasi (Avellino), ha proposto il “Taurasi 2009 Riserva Doc” e un “Irpinia Campi Taurasini del 2013:” In Italia abbiamo una diversità di prodotti e soprattutto in Campania abbiamo tanti vitigni autoctoni. Abbiamo una tipicità di vini particolari come l’Aglianico, il Fiano e il Greco Di Tufo in provincia di Avellino che sono marchi DOC riconosciuti in tutto il mondo. I francesi hanno pochi vitigni: si diversificano solo sulla lavorazione e sulla commercializzazione”. Il dottor Leopoldo Annichiarico dell’Azienda Agricola “Feudi di Castel Mozzo” di Santa Paolina (Avellino), ha proposto il suo Greco Di Tufo premiato anche quest’anno al Vinitaly come miglior Greco Di Tufo:” Abbiamo fatto tesoro dell’esperienza dei francesi unendola alla nostra e grazie alle diverse tipologie di terreno. dove coltiviamo i nostri vitigni, riusciamo ad offrire dei vini con bassi contenuti di solfiti. L’Azienda Vitivinicola Lenza di Guido Lenza, di Montecorvino Rovella ha presentato il suo aglianico “Donna Palmina e il rosato “Gabry”:” La nostra quantità di produzione rispetto a quella francese   è più alta. Loro sono più bravi nella commercializzazione. Riescono a vende minori quantità di vino a prezzi più alti”. L’Azienda agricola: ” Tenuta Cobellis” di Vallo Della Lucania, con il responsabile vendite Luigi Busiello, ha proposto il “Crai” un Fiano Dop Cilento Fiano; il “Thumos” un Greco del Cilento. La ditta Cobellis esporta anche in Germania, Inghilterra e America: ” L’enologia è nata in Campania con i Greci”. La sommelier salernitana Elena Barretta, ha spiegato che i vini italiani rispetto a quelli francesi sono più facili da bere:” Sono più diretti. Hanno un maggior appeal rispetto a quelli francesi. Hanno anche un diverso metodo di lavorazione, sia in vigna, sia in cantina”. Presenti anche due aziende non campane: la “Tenuta Passerano” del Lazio e “Casalis Douhet” delle Marche che con il dottor Aldo Mauri e la dottoressa Patrizia Ricciardi hanno presentato il progetto dell’Azienda Partecipata della Regione Campania SAUIE:” Attraverso la vendita di vino, olio, carne, latte ed ortaggi prodotti da queste due aziende, forniamo aiuto ai ragazzi non vedenti dell’Istituto Paolo Colosimo di Napoli”, ha spiegato la dottoressa Ricciardi, Direttore Generale della SAUIE. ”. Presenti anche le aziende vitivinicole: “Terre di Noukria”;“Verrone Viticoltori”, “Tenuta Macellaro”, “Azienda Vinicola Cardinale”, Mièr Vini; Consorzio Tutela Vini d’Irpinia; Azienda Agricola Case D’Alto; Azienda Agricola Torricino; Azienda vitivinicola Contrada; Cantine De Lisio; Cantine Gerardo Perillo; La Cantina dei Nonni; Madeincoast; Azienda Agricola Rosa Pepe; Azienda Vitivinicola Polito; Cantine Antonio Caggiano; Fontana Taglia; Viticoltore Giuseppe Apicella; Fontana Taglia; I Borboni; Agricola Villa Lupara; Azienda Agricola Rossella Cicalese; Tenute Casoli; Azienda Vitivinicola Adele Musella;Azienda Agricola San Salvatore; Il Colle del Corsicano; Lunarossa Vini e Passione; I Capitani Società Agricola; Azienda Agricola Biologica Nifo Sarrapochiello e Feudi Spada.

Aniello Palumbo

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