Desiderio infinito! Capitolo 14 (Parte quarta)

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Valeria scuoteva fortemente la testa in senso negativo, ma prima ancora che riuscisse a dire una parola, Marco fuor di sé, per la tensione violentissima che lo pervadeva, gridava: «Non la toccare, farabutto!» . D’un balzo fu giù dal letto; si resse per un attimo a stento, poi si raddrizzò nella persona e fece qualche passo per avventarsi contro Adriano, il quale, sbalordito, guardava la scena ossessiva, mentre dentro di lui il medico si slanciava a soccorrere il malato e l’uomo moriva di nuovo nel guazzabuglio di confuse sensazioni.
Alle grida di Valeria, che si era avvinghiata al busto di Marco, accorsero quanti sentirono. Tra i primi il dottor Giovannini, ch’era nei pressi, in attesa di poter entrare, senza guastare l’incontro tra i suoi protetti.
Indescrivibile quello che accadde in pochi momenti, spandendosi, come vento la parola «miracolo», che trascinava tutti verso la camera di Marco.
Le voci dicevano, come accade in casi così strani, le cose più confuse ed immaginarie; ma la verità unica, uguale a se stessa, era che Marco avevo riacquistato l’uso delle gambe.
«Gesù! Avete sentito? Quel medico paralizzato è stato salvato da una nuova terapia del dottore Martelli».
E non potevano neanche immaginare come ciò fosse vicino alla verità!
«Quello che doveva morire; quel dottore venuto dall’America, inchiodato alla sedia a rotelle? Ora sta dritto sulle gambe e cammina!».
Frasi come queste circolarono più giorni dentro e fuori l’ospedale. Il dottor Giovannini ripristinò l’ordine nel più breve tempo possibile; tenne Marco sotto osservazione e si mise in contatto con «Maximus». Questi non ammise che si poteva trattare di una guarigione, ma promise di seguire attentamente il paziente, benché da lontano. Spiegò che si trattava certamente di un fenomeno dovuto ad una tremenda reazione nervosa e psicologica.
Marco, dal canto suo, era frastornato e felice, soprattutto perché il suo cuore non era più ingombro di paure e di dubbi nei confronti di Valeria. Ora era certo ch’ella non avesse mai smesso di amarlo, qualunque fosse quel vincolo che per un istante l’aveva agganciata al dottore Martelli. Quel piccolo anello spezzato della loro catena, sarebbe stato saldato e coperto di ruggine e di oblio.
il cuore di Valeria gli apparteneva come quel tanto di vita che ancora gli restava. Sembrava, insomma, che si fossero aperti i congegni che tenevano inceppato lo scioglimento di un dramma divenuto ormai troppo doloroso ed insopportabile.
(Continua…)

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