Fondazione Ravello, interpellanza di Fasano e Casciello (FI): il governo sa che la regione è socio di minoranza?

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dall’ex sindaco di Ravello Secondo Amalfitano riceviamo e pubblichiamo

L’impegno primario di qualsiasi Amministratore e Politico dovrebbe essere quello di assicurare il migliore sviluppo al territorio di riferimento.

Senza il rispetto delle leggi e della trasparenza non può esserci sviluppo e crescita.

Molte le ombre che avvolgono da alcuni anni la Fondazione Ravello, una delle eccellenze Italiane che merita il massimo impegno per evitare che, decenni di lavoro e abnegazione di tanti, vengano vanificati da comportamenti di pochi che non sembrano molto funzionali al perseguimento dell’interesse pubblico.

Nell’ambito della funzione di controllo da parte del Parlamento e di ciascun parlamentare, gli autori dell’interpellanza, animati dall’amore per Ravello e per la Costiera tutta, mirano ad avviare un processo di trasparenza e chiarezza, per accertare i motivi veri di tante ombre, e la reale situazione giuridico-amministrativa in cui versa la Fondazione Ravello, da diciannove mesi gestita da un Commissario, in evidente contrasto con i principi della democrazia e del diritto su cui si fonda la nostra Repubblica.

Ravello e i Ravellesi meritano il rispetto che, la Storia e non gli uomini, gli ha sempre riconosciuto.

Secondo Amalfitano

Testo integrale dell’interpellanza
https://www.camera.it/leg18/410?idSeduta=0382&tipo=atti_indirizzo_controllo&pag=allegato_b#si.2-00888
XVIII LEGISLATURA
Allegato B
Seduta di Mercoledì 29 luglio 2020
ATTI DI CONTROLLO
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Interpellanza:
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, per sapere – premesso che:
l’11 giugno 2002 veniva costituita la Fondazione Ravello di diritto privato;

il 29 maggio 2007 il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo diveniva socio ordinario della Fondazione, previo conferimento della gestione della Villa Rufolo di cui era comproprietario;

da quella data e sino al dicembre 2018, il Ministero per i beni e le attività culturali e per
il turismo ha sempre designato un proprio rappresentante nel Consiglio di indirizzo della
Fondazione;

dal gennaio 2018 il presidente della regione Campania, socio minoritario,
autonomamente disponeva il commissariamento della Fondazione di fatto assumendone il
controllo totale;

dal gennaio 2020, nonostante tutti i soci fondatori abbiano insediato i loro
rappresentanti nel Consiglio di indirizzo, permane la figura del commissario straordinario,
realizzando un vero e proprio assurdo giuridico;

il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo non ha proceduto alla
nomina del suo rappresentante, né è stato compulsato a tanto;

i commissari succedutisi nella gestione ordinaria e straordinaria in diretto
collegamento con il nominante, sono costati un centinaio di migliaia di euro, oltre a lauti
rimborsi spese;

gli atti di nomina dei commissari, a differenza di altri casi, sono tutti in capo al
presidente della regione;

il presidente della regione, quale socio della Fondazione per 19 mesi è stato controllore
e controllato dell’organismo senza mai tacere tale commistione che si evidenzia in plurime
dichiarazioni pubbliche;

la Fondazione Ravello gestisce cospicui finanziamenti pubblici erogati sia dal Ministero
per i beni e le attività culturali e per il turismo (Fondo unico dello spettacolo), che dalla
regione stessa, sia pure attraverso programmi europei;

la Fondazione Ravello continua a gestire il complesso monumentale di Villa Rufolo,
incassando circa 1,5 milioni di euro annui dal biglietto di ingresso, sebbene l’atto di
affidamento della parte demaniale sia scaduto dal febbraio 2016 e mai rinnovato dal
Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo;

numerosi incarichi e contratti, conferiti intuitu personae e lautamente retribuiti,
sembrerebbero essere stati attivati e prorogati negli ultimi 18 mesi di gestione,
sostanzialmente regionale;

non risulta agli interroganti che la regione per il commissariamento abbia ottemperato
all’obbligo di comunicazione di avvio del procedimento di commissariamento a tutti gli
interessati, in specie al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo;

il socio ordinario Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo dal gennaio
2019 sembra totalmente scomparso dagli atti e dalla comunicazione della fondazione
Ravello, e finanche dal nuovo statuto che sembrerebbe aver segnato la trasformazione
dell’organismo Fondazione Ravello da Istituzione «partecipata» anche dalla Regione Campania, in Istituzione «controllata» dalla Regione Campania;

l’articolo 25 del codice civile, e lo stesso Dprgc n. 619 del 22 settembre 2003, ben
circoscrivono i casi di intervento dell’ente di controllo nello spazio, nel tempo e nel tipo, per
il ripristino delle condizioni di legalità e di ordinaria amministrazione;

da tutto quanto sopra, ne deriva che sia le procedure seguite, che la posizione del
presidente della regione Campania contemporaneamente controllore e controllato,
sembrano meritevoli di approfondimenti e secondo gli interpellanti censure;
tutti gli atti sopra richiamati, come appreso da organi di stampa, sembrano già essere
al vaglio della magistratura;

tutti gli atti e le azioni sopra richiamate rischiano di far naufragare il «Progetto
Ravello» che dal 1999 al 2015, ha inteso costituire una sorta di «Cabina di Regia»
interistituzionale con pari dignità fra i soci e che è stato riconosciuto dallo stesso Ministro
Dario Franceschini nel corso della sua visita a Ravello nel luglio 2014, allorquando ebbe a
dichiarare: «Ravello un esempio da implementare in tutta Italia», e non un banale
organismo strumentale di una singola istituzione pubblica –:

se il Governo sia conoscenza dei fatti e degli atti sopra esposti e richiamati;

se il Governo intenda promuovere iniziative di competenza volte a verificare i fatti
esposti in premessa e a scongiurare che le conseguenze si ripercuotano sui beni e sugli
interessi pubblici;

se e quali provvedimenti si intenda assumere, per quanto di competenza, nei confronti
dei responsabili di eventuali azioni illegittime e/o illegali che si dovessero accertare;

segnatamente se il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, socio
ordinario della Fondazione Ravello, sia stato notiziato dell’avvio del procedimento di
commissariamento e dell’adozione degli atti successivi; se sia mai stato invitato a procedere
alla nomina del suo rappresentante nel sodalizio; nel caso contrario quali iniziative di
competenza intenda assumere, anche ai fini dell’annullamento degli atti assunti viziati da
grave vulnus, nonché, quale titolare di parte del bene culturale Villa Rufolo, se sia a
conoscenza del fatto che, dal lontano febbraio 2016, la Fondazione Ravello continui a gestire
la parte demaniale di Villa Rufolo senza alcun titolo rilasciato dal Ministero per i beni e le
attività culturali e per il turismo, nonché ad incassare integralmente il biglietto di ingresso; in
ogni caso, quali iniziative di competenza intenda assumere per assicurare il ripristino
immediato della legittimità e della legalità.

(2-00888) «Fasano, Casciello».XVIII LEGISLATURA

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