Falsi invalidi: un malcostume diffuso

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L’operazione giudiziaria di ieri mattina che ha portato in carcere politici, medici, funzionari pubblici, dimostra come il cancro della corruzione e del malcostume è profondamente radicato nella società italiana.

Non è certamente la prima volta, per la verità diventano sempre più frequenti le scoperte da parte forze dell’ordine di falsi invalidi, falsi braccianti, falsi malati, ed infine false imprese costituite solo per  frodare gli Istituti previdenziali. In Campania è una vera e propria piaga, operazioni che servono a creare sistemi di clientela, a volte da utilizzare per l’acquisizione di voti e quindi di maggior potere politico, questo a quanto sembrerebbe  si attaglia il caso venuto alla luce ieri, a volte utile a costruire vere e proprie fortune economiche per chi organizza e gestisce l’elargizione di questi servigi. Un malcostume italico molto radicato in Italia, ben presente nella nostra regione, dove esistono vere e  proprie associazioni, che utilizzando  e sfruttando il disagio sociale costruiscono le loro fortune.

Quanto emerso ieri attraverso l’eclatante arresto di alcuni uomini politici non  può  essere archiviato come un  isolato, probabilmente  se si riuscisse ad attenzionare  ed ad indagare in molti luoghi ed uffici deputati  alla concessione delle pensioni di invalidità o di accompagnamento, si scoprirebbero molti  sorprusi. Troppo spesso, in questa nostra nazione anche le persone che hanno sacrosanto  diritto all’ottenimento  dei  benefici citate scava de' tirreni handicapi vedono   costrette ad assoggettarsi  a personaggi  che sono in grado di garantire procedure più rapide e sicurezza di accoglimento  delle domande. 

Personaggi  che in grandi città come Cava de’ Tirreni o in  piccoli comuni della nostra provincia  utilizzano le disabilità fisiche o mentali per costruire fortune economiche accompagnate spesso da ambizioni e ruoli politici. Tutto questo attraverso elargizioni e concessioni di invalidità a persone che non ne hanno i requisiti. Queste pratiche illegali contribuiscono  non solo a produrre un danno erariale, ma creano anche pressioni psicologiche ed ambientali  nei  confronti  di chi pur avendone un sacrosanto diritto spesso non riesce a far valere le proprie ragioni. Un’area grigia dove si approfitta del disagio e del bisogno per imporre la propria presenza, trasformando un sacrosanto diritto in pratica clientelare  da ricambiare con il denaro o con il voto. 

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