“ARTISTI IN QUARANTENA” PER FARSI CONTAGIARE DAL VIRUS DELL’ARTE

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“Fatti contagiare dal virus dell’arte”. E’ questo lo slogan del progetto di solidarietà “Artisti in Quarantena”, ideato dagli artisti salernitani Olga Marciano e Giuseppe Gorga, realizzato con il patrocinio della “Biennale d’Arte Contemporanea di Salerno” fondata dai due artisti nel 2014, che ogni anno organizzano l’ importante manifestazione artistica nello storico “Palazzo Fruscione” di Salerno. ”Nei giorni della quarantena per il Coronavirus, costretti a vivere nelle nostre case, senza più vita sociale, realizziamo tutti qualcosa di positivo, che possa venir fuori da un evento tanto drammatico: le immagini, i dipinti, le fotografie, i disegni, le sculture, i pensieri, le poesie, i racconti sul coronavirus visto attraverso gli occhi e la sensibilità degli artisti di tutto il mondo, partendo dai partecipanti dell’edizione 2020 della Biennale d’Arte contemporanea di Salerno”- ha spiegato Olga Marciano, la pittrice salernitana famosa per le sue opere di grandi dimensioni raffiguranti donne bellissime dagli sguardi profondi, intensi, magnetici – “Le opere ed il catalogo delle stesse verranno poi presentate in una apposita mostra attraverso il Format “Artisti in quarantena” che fondammo nel 2014: era una sorta di “Grande Fratello” che vedeva convolti cinque artisti “reclusi” per quaranta giorni nel “Palazzo Fruscione” o in ”Villa Wenner” dove condividevano la loro creatività realizzando le loro opere”. Con questo nuovo progetto i due artisti vogliono sollecitare gli artisti a trascorrere il loro tempo in casa per creare qualcosa di buono e vivere positivamente questo momento:” Un “documento” che possa rappresentare e fermare nel tempo la memoria di quanto sta accadendo, affinché nel futuro si possano evitare altri disastri del genere. Una campagna di sensibilizzazione sociale per trasmettere un messaggio e mantenere vivo il ricordo di una tragedia, che ha coinvolto il mondo intero e, non da ultimo, per non dimenticare tutti coloro che non ce l’hanno fatta. L’emergenza può e deve essere anche una fonte di attenta riflessione”. Tutte le opere realizzate potranno essere donate dagli artisti per partecipare a una vendita all’asta: ” Dopo un programma di esposizioni, che sarà pianificato secondo le prescrizioni governative, una volta usciti dall’emergenza, organizzeremo un’asta il cui ricavato sarà devoluto, attraverso le Istituzioni, a una struttura ospedaliera che ci sarà indicata, per sostenere la ricerca nel campo medico – scientifico”.
Aniello Palumbo

 

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