Serve intervento dello Stato per rilanciare settore edile.

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È pronta la bozza definitiva del decreto-legge con la quale nelle prossime ore il Presidente del consiglio Giuseppe Conte introdurrà le nuove normative per contenere il blocco dell’economia causato dalla pandemia del coronavirus.

Sono numerose le iniziative economiche che si intente intraprendere a favore di famiglie e lavoratori.

Dopo il blocco dei mutui e la sospensione del pagamento delle utenze, le misure che interessano il lavoro potrebbero essere utili a tamponare ma solo temporaneamente l’emergenza. I fondi stanziati infatti – 25 miliardi di euro – non potrebbero essere sufficienti per tutti qualora la crisi dovesse protrarsi oltre il tempo previsto.

Intanto, cresce l’incertezza tra i lavoratori in particolare tra gli edili. Lo scenario è quello di una Italia normativamente frammentata. Molte aziende con sede nel Sud del paese sono state costrette serrare le catene dei cantieri aperti in quella che è stata definita la c.d. Zona Rossa.

Il compito più arduo per quest’ultime è stato quello di ricollocare i lavoratori su altri cantieri, nell’impossibilità di accedere ad ammortizzatori sociali che a quanto pare potrebbero intervenire nelle prossime ore.

Molti comuni dalla Sicilia alla Valle d’Aosta, sono autonomamente intervenuti ad emanare ordinanze di chiusura della attività, ancora più stringenti di quelle imposte a livello regionale e nazionale. Non è infrequente infatti che gli edili si sono ritrovati a dover sospendere i cantieri lasciando a casa gli operai. Alcuni lavoratori sono finiti in quarantena senza beneficiare dei sussidi per la malattia o di altri ammortizzatori sociali.

Nei parchi archeologici di Velia e Paestum, i cantieri di scavo e restauro sono sospesi già da alcuni giorni e così anche nel comune di Santa Marina.

Nelle prossime ore se il governo dovesse confermare quanto fino ad ora dichiarato, anche il settore edile, già in difficoltà a causa della mancata ripresa economica perdurata dal lontano 2008, potranno usufruire degli ammortizzatori sociali.

“Ho saputo di operai che si trovano in forte ristrettezza economica– afferma Giuseppe Marchesano segretario Filca- cisl Salerno – famiglie monoreddito impegnate ad affrontare le incombenze per mutui o utenze, con cantieri chiusi, e senza prospettiva di lavoro a medio termine”. Il problema dei mutui è un fenomeno che stringe nella morsa migliaia di famiglie italiane che da un giorno all’altro si trovano con entrate economiche ridotte o addirittura azzerate. “Molti altri stanno già attingendo dai risparmi – continua Marchesano – questi però non saranno illimitati”.

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