La protesta degli autotrasportatori arriva con forza anche a Salerno. Tir e mezzi pesanti fermi lungo le principali arterie dell’ex zona industriale e presìdi nelle rotatorie strategiche per la circolazione. Le risposte arrivate dal Governo dopo il confronto con il ministro Matteo Salvini non sembrano sufficienti a fermare la mobilitazione in Campania, che potrebbe proseguire almeno fino al nuovo incontro previsto per il 27 ottobre.
La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante e l’aumento dei costi che gravano sul settore ha raggiunto anche Salerno, dove nella mattinata si sono formati presìdi e lunghe file di tir e automezzi nell’area dell’ex zona industriale.
I mezzi pesanti sono rimasti fermi prevalentemente sulle corsie di destra delle principali strade dell’area, mentre una presenza particolarmente significativa di autotrasportatori si è concentrata in corrispondenza delle due principali rotatorie della zona industriale, snodi fondamentali per il traffico in entrata e in uscita dalla città e per i collegamenti con le attività produttive e commerciali dell’area.
Una mobilitazione che, pur lasciando spazi alla circolazione degli altri veicoli, ha inevitabilmente determinato rallentamenti e difficoltà alla viabilità.
Già nelle ore precedenti erano stati segnalati tir fermi lungo via Wenner e sull’asse che conduce verso via Allende, con concentrazioni di mezzi proprio in prossimità delle rotatorie e rallentamenti provenienti dallo svincolo della Tangenziale.
LA PROTESTA SI ALLARGA IN PROVINCIA DI SALERNO
Quello del capoluogo non è un episodio isolato. La mobilitazione interessa ormai numerosi punti della provincia di Salerno e più in generale l’intera Campania.
Nel Salernitano sono stati segnalati presìdi lungo importanti nodi della viabilità, dall’Agro Nocerino-Sarnese al Vallo di Diano, passando per Pontecagnano Faiano, Eboli, Contursi, Campagna, Sicignano degli Alburni, Polla, Atena Lucana, Sala Consilina e Padula-Buonabitacolo.
La situazione ha assunto dimensioni ancora più rilevanti a livello regionale. Nella mattinata del 21 ottobre la protesta ha provocato anche la temporanea chiusura, per chi proveniva da Roma, del nodo tra l’autostrada A1 Milano-Napoli e la A30 Caserta-Salerno. Sono state registrate code di diversi chilometri e ulteriori limitazioni alla circolazione, mentre sul posto sono intervenute le pattuglie della Polizia Stradale e il personale di Autostrade per l’Italia.
La mobilitazione sta dunque producendo conseguenze che vanno ormai ben oltre il settore dell’autotrasporto.

CARBURANTI, MERCI E SERVIZI: CRESCE LA PREOCCUPAZIONE
Il protrarsi dei blocchi sta cominciando infatti ad avere ripercussioni sulla distribuzione delle merci e dei carburanti.
In Campania si segnalano difficoltà nell’approvvigionamento di diversi distributori, mentre la riduzione delle scorte sta interessando anche il trasporto pubblico. Le Prefetture stanno seguendo la situazione con particolare attenzione soprattutto per garantire la distribuzione dei beni essenziali, dei farmaci e dei carburanti necessari ai servizi pubblici.
Anche a Salerno la Prefettura ha attivato un monitoraggio della situazione per evitare che la protesta possa compromettere la distribuzione dei prodotti essenziali. L’obiettivo è contemperare il diritto alla protesta con la necessità di assicurare la continuità dei servizi indispensabili alla popolazione.
Ed è proprio la durata della mobilitazione a rappresentare, a questo punto, l’incognita principale.
L’INCONTRO CON SALVINI NON FERMA I BLOCCHI IN CAMPANIA
Nella giornata del 20 ottobre si è svolto a Milano il confronto tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il viceministro Edoardo Rixi e le rappresentanze del settore.
Dal Governo è arrivato l’annuncio dello sblocco immediato di 480 milioni di euro destinati a fronteggiare il caro carburante, ai quali si aggiungono ulteriori interventi e risorse per il settore. Secondo quanto dichiarato da Salvini, per le misure relative al caro carburante sono state presentate oltre 32mila domande e i pagamenti sono in partenza. Il ministro ha inoltre fatto riferimento a oltre 500 milioni destinati al rinnovo dei veicoli, portando il complesso delle risorse mobilitate oltre il miliardo di euro.
Il rimborso previsto per il caro gasolio punta a coprire il 70% degli aumenti registrati, percentuale indicata come limite massimo consentito dalla normativa europea. Il confronto con le categorie, tuttavia, non può considerarsi concluso: rimangono aperte soprattutto le questioni riguardanti le imprese più piccole e quelle che incontrano difficoltà nell’accesso agli strumenti di compensazione.
Le misure annunciate hanno convinto una parte dei manifestanti, ma non hanno determinato la fine della protesta in tutte le regioni.
In Sicilia è stata decisa la revoca del fermo, mentre in Campania, Calabria, Puglia e altre aree del Mezzogiorno la mobilitazione è proseguita.
IN CAMPANIA BLOCCHI ALMENO FINO AL 27 OTTOBRE
A spiegare la posizione dei manifestanti campani è stato Vincenzo Parisi, delegato della Campania e rappresentante degli autotrasportatori del polo industriale di Carinaro, presente al confronto con il Governo.
Parisi ha confermato che, allo stato attuale, i blocchi in Campania sono destinati a proseguire almeno fino al 27 ottobre, giorno nel quale è previsto un nuovo incontro con il Governo. Sarà quello, con ogni probabilità, uno dei passaggi decisivi per comprendere se gli impegni assunti dall’esecutivo saranno considerati sufficienti per sospendere definitivamente la mobilitazione.
Le risposte arrivate dal Governo vengono dunque considerate un primo passo, ma non sembrano aver eliminato le perplessità di una parte degli autotrasportatori, che chiedono soprattutto tempi certi, misure immediatamente applicabili e interventi capaci di incidere strutturalmente sui costi sostenuti dalle imprese.
SALVINI: VICINI A CHI LAVORA, MA NO AI BLOCCHI
Dal canto suo, il ministro Salvini ha ribadito la disponibilità al confronto, distinguendo però le rivendicazioni degli autotrasportatori dai blocchi che finiscono per paralizzare la circolazione e le attività economiche.
Il ministro ha sottolineato che il Governo comprende le difficoltà di chi lavora nel settore, ma ha contestato quelle forme di protesta che impediscono la circolazione e finiscono per danneggiare altri lavoratori, imprese, produttori, agricoltori, pescatori e pendolari.
Si apre quindi una fase particolarmente delicata: da una parte il Governo punta sull’immediata erogazione delle risorse già stanziate e sulla prosecuzione del confronto; dall’altra una parte degli autotrasportatori vuole verificare che agli annunci seguano rapidamente provvedimenti concreti.
SALERNO, ORE DECISIVE PER LA MOBILITAZIONE
A Salerno, intanto, la presenza dei tir nell’ex zona industriale rende visibile anche nel capoluogo una protesta che fino a poche ore prima aveva interessato soprattutto altri grandi nodi logistici e autostradali della Campania.
La scelta dell’area industriale non è secondaria: si tratta di uno dei principali punti di collegamento tra il capoluogo, la zona orientale, Pontecagnano, la Tangenziale e le numerose attività produttive e commerciali presenti nell’area.
Il presidio delle rotatorie e la presenza dei mezzi pesanti lungo le arterie principali rappresentano quindi un segnale evidente della volontà degli autotrasportatori di mantenere alta l’attenzione sulle proprie rivendicazioni.
Le prossime ore saranno determinanti anche per comprendere l’evoluzione della protesta nel Salernitano. Al momento, tuttavia, il quadro regionale indica che la mobilitazione non può considerarsi conclusa dopo il confronto con il Governo.
La data da segnare sul calendario è quella del 27 ottobre, quando è previsto un nuovo tavolo con l’esecutivo. Fino ad allora la Campania potrebbe continuare a essere uno degli epicentri della protesta nazionale degli autotrasportatori, con inevitabili conseguenze sulla circolazione, sulla distribuzione delle merci e sull’approvvigionamento dei carburanti.
A Salerno, come nel resto della regione, l’attenzione resta quindi alta: la partita si gioca ora sulla capacità del Governo di trasformare gli impegni annunciati in misure considerate sufficienti dagli operatori del settore e, contemporaneamente, sulla possibilità di evitare che il protrarsi dei blocchi produca conseguenze sempre più pesanti per cittadini e imprese.






















































