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Scaffali vuoti nei supermercati di Salerno: la protesta di autotrasportatori e agricoltori mette in difficoltà i rifornimenti

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Prodotti freschi sempre più difficili da trovare in diversi punti vendita di Salerno e provincia. I presidi degli autotrasportatori rallentano la distribuzione delle merci, mentre gli acquisti precauzionali dei cittadini contribuiscono a ridurre le scorte. Disagi anche sulla rete stradale e autostradale. Attesa per il confronto con il Governo.

Scaffali vuoti o semivuoti, soprattutto nei reparti di frutta, verdura e prodotti freschi. Gli effetti della protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori contro il caro carburanti cominciano a essere chiaramente visibili anche a Salerno e in numerosi comuni della provincia, dove diversi supermercati stanno incontrando difficoltà nel garantire il normale rifornimento delle merci.

Non si può parlare, almeno per il momento, di una generalizzata carenza di generi alimentari, ma le segnalazioni provenienti dal territorio sono numerose. Il problema riguarda soprattutto quei prodotti che necessitano di consegne frequenti e che, proprio per la loro deperibilità, non possono essere accumulati nei magazzini per lunghi periodi.

Le difficoltà erano già emerse nelle scorse ore a Cava de’ Tirreni, nella Valle dell’Irno, nel basso Cilento e progressivamente anche nel capoluogo salernitano. Nei supermercati le criticità maggiori interessano frutta e ortaggi, ma vengono segnalate disponibilità ridotte anche per latte, uova, farine, pasta e altri prodotti di largo consumo.

Rifornimenti rallentati e prodotti freschi che finiscono rapidamente

supermercati salernoLa situazione è la conseguenza diretta delle difficoltà che stanno interessando la rete logistica del Mezzogiorno. La mobilitazione contro il caro carburanti si è estesa in diverse regioni del Sud e sta coinvolgendo autotrasportatori e agricoltori, con presidi e rallentamenti in corrispondenza di alcuni dei principali nodi stradali, autostradali, portuali e logistici.

In Campania la protesta ha avuto ripercussioni importanti sulla circolazione e sulla distribuzione delle merci. Nei giorni scorsi sono stati registrati problemi sull’A1 e sull’A30 Caserta-Salerno, mentre a Napoli la mobilitazione ha interessato anche l’accesso al porto. Le difficoltà hanno coinvolto inoltre le operazioni di carico e scarico delle derrate destinate alla grande distribuzione.

Per una provincia come quella di Salerno, attraversata da importanti direttrici logistiche e caratterizzata da un settore agroalimentare particolarmente sviluppato, le conseguenze diventano rapidamente visibili.

Nella giornata di martedì 20 ottobre sono segnalati presidi degli autotrasportatori agli svincoli dell’A2 del Mediterraneo di Polla, Atena Lucana, Sala Consilina e Padula-Buonabitacolo, oltre che a Eboli, Contursi, Campagna e Sicignano degli Alburni. Camion fermi e rallentamenti vengono segnalati anche a Pontecagnano Faiano.

La protesta interessa inoltre l’A30 e l’area dell’Agro nocerino-sarnese, territorio nel quale agricoltura, trasformazione agroalimentare e trasporto su gomma rappresentano componenti fondamentali dell’economia locale.

A pesare anche gli acquisti precauzionali

Alla difficoltà oggettiva nei rifornimenti si aggiunge un secondo fenomeno: l’aumento degli acquisti da parte dei consumatori.

La vista di scaffali semivuoti può infatti generare un effetto a catena. Il timore che determinati prodotti possano terminare induce alcune famiglie ad acquistare quantità superiori rispetto alle normali necessità, accelerando ulteriormente l’esaurimento delle scorte disponibili.

È quindi importante distinguere tra una reale interruzione della distribuzione e l’effetto provocato dall’aumento improvviso della domanda. Nel Salernitano, al momento, il quadro appare differenziato da zona a zona e da punto vendita a punto vendita. Le difficoltà risultano più evidenti per i prodotti freschi e per quelli che richiedono rifornimenti quotidiani o molto frequenti.

La situazione non riguarda, peraltro, soltanto Salerno. Le conseguenze della mobilitazione sono state segnalate in numerose aree del Mezzogiorno. In Sicilia le difficoltà sono particolarmente significative, mentre problemi nella disponibilità di prodotti freschi sono stati documentati anche in Puglia, Calabria e Campania.

La protesta contro il caro carburanti

Al centro della mobilitazione c’è soprattutto il costo dei carburanti, che incide pesantemente sui bilanci delle imprese di autotrasporto e delle aziende agricole.

Per chi percorre quotidianamente centinaia di chilometri con mezzi pesanti, l’aumento del prezzo del gasolio si traduce direttamente in un incremento dei costi di esercizio. Un problema analogo interessa le aziende agricole, dove il carburante è necessario non soltanto per il trasporto dei prodotti, ma anche per numerose lavorazioni e per l’utilizzo dei mezzi agricoli.

Il caro carburanti è da settimane al centro del confronto tra categorie economiche e Governo. Lo scorso settembre il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva annunciato ulteriori 11,4 milioni di euro destinati alle imprese di trasporto merci e persone in conto terzi, attraverso un credito d’imposta contro il caro gasolio.

Le organizzazioni e gli operatori del settore chiedono tuttavia interventi in grado di incidere strutturalmente sui costi. Anche FAIB Confesercenti e Fegica hanno recentemente rilanciato la proposta di un intervento straordinario sui prezzi dei carburanti, sostenendo la necessità di misure capaci di garantire sia la sostenibilità economica sia la continuità degli approvvigionamenti.

A Salerno iniziano a registrarsi problemi anche per i carburanti

Le conseguenze della protesta non riguardano esclusivamente i supermercati.

Nella provincia di Salerno cominciano infatti a essere segnalate difficoltà anche sul fronte dei carburanti. La situazione più delicata viene registrata in Costiera Amalfitana, dove diversi distributori risultano senza disponibilità di carburante, mentre criticità iniziano a emergere anche in altre aree della provincia.

Anche in questo caso, alle difficoltà della distribuzione può sommarsi il comportamento degli automobilisti che decidono di anticipare il rifornimento nel timore di non trovare benzina o gasolio nei giorni successivi.

Uno scenario che rende ancora più importante evitare corse agli acquisti non necessarie, sia nei supermercati sia presso i distributori.

Attesa per il confronto con il Governo

L’attenzione è ora concentrata sul confronto tra il Governo e le rappresentanze dell’autotrasporto.

Per oggi, 20 ottobre, è previsto il tavolo con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e le organizzazioni del settore. Dall’esito dell’incontro potrebbe dipendere l’evoluzione della mobilitazione nelle prossime ore.

Per Salerno e la sua provincia la questione è particolarmente delicata. Se i rallentamenti nella distribuzione dovessero protrarsi, le difficoltà potrebbero estendersi a un numero maggiore di prodotti e attività commerciali. Al contrario, una progressiva normalizzazione dei trasporti consentirebbe alla grande distribuzione di ricostituire rapidamente buona parte delle scorte.

La fotografia del momento è dunque quella di una situazione di forte difficoltà, ma da seguire senza allarmismi: scaffali vuoti o semivuoti vengono effettivamente segnalati in numerosi supermercati, soprattutto per i prodotti freschi, mentre i presidi degli autotrasportatori continuano in diversi punti strategici della provincia.

Le prossime ore saranno decisive per capire se l’incontro con il Governo riuscirà a favorire una soluzione e, soprattutto, a consentire il progressivo ritorno alla normalità della circolazione delle merci.