Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha lanciato un appello al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per una revisione dell’insegnamento dell’Educazione civica e per un ampliamento strutturale del diritto nelle scuole secondarie. L’iniziativa arriva in risposta ai recenti episodi di violenza giovanile a Milano, che hanno sollevato interrogativi sulla responsabilità del sistema educativo e sull’efficacia dell’attuale organizzazione scolastica.
Secondo il CNDDU, i gravi eventi di violenza evidenziano l’urgenza di garantire agli studenti una solida conoscenza delle norme giuridiche e delle responsabilità individuali. “Quando il dissenso degenera in aggressioni e scontri, limitarsi a invocare educazione significa evitare una questione fondamentale: quale conoscenza delle norme viene realmente garantita agli studenti?” ha dichiarato il presidente del CNDDU, prof. Romano Pesavento.
Il Coordinamento sottolinea la contraddizione tra i numerosi progetti sulla legalità e la mancanza di un insegnamento sistematico delle discipline giuridiche. L’Educazione civica, attualmente frammentata tra diverse materie e spesso affidata a docenti non specializzati, rischia di diventare un insieme di attività episodiche, piuttosto che un percorso formativo strutturato. Inoltre, molti studenti terminano la scuola senza mai affrontare in modo organico i principi della responsabilità civile e penale.
Per affrontare queste problematiche, il CNDDU chiede che l’insegnamento dell’Educazione civica sia affidato esclusivamente ai docenti della classe di concorso A-46 – Scienze giuridico-economiche, e propone l’introduzione del diritto come disciplina curricolare autonoma. Per realizzare questa riforma, il CNDDU richiede un investimento di 300 milioni di euro nel triennio 2027-2029, per finanziare circa 3.000 posti aggiuntivi per docenti specializzati.
Il CNDDU esorta il Ministro Valditara a tradurre in azioni concrete la centralità della legalità, inserendo nel prossimo bilancio risorse vincolate per il potenziamento dell’insegnamento del diritto e definendo un calendario pubblico di attuazione. “La fermezza nei confronti della violenza giovanile deve accompagnarsi alla responsabilità di costruire un sistema scolastico che non lasci la conoscenza del diritto alla casualità degli indirizzi frequentati” ha concluso Pesavento.
L’appello del CNDDU si inserisce in un contesto in cui la formazione giuridica è vista come essenziale per prevenire comportamenti violenti e per garantire ai giovani le competenze necessarie per comprendere la gravità delle proprie azioni.
Articolo realizzato sulla base del comunicato stampa “comunicato stampa Violenza giovanile, appello al Ministro Valditara: Educazione civica ai docenti A-46 Scienze giuridiche ed economiche e diritto obbligatorio nelle scuole secondarie. Servono investimenti, non altri progetti sulla legalità” ricevuto tramite email da “coordinamento diritti umani” in data 23/10/2026.














































