Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha sollevato preoccupazioni riguardo all’uso dell’intelligenza artificiale nelle scuole, in particolare riguardo a strumenti come ChatGPT e Gemini. Queste tecnologie, sebbene promettenti, sollevano interrogativi sulle loro modalità di utilizzo e sulle implicazioni giuridiche associate. Il Regolamento (UE) 2016/679 e il decreto legislativo n. 196/2003 stabiliscono obblighi importanti, ma la loro applicazione pratica rimane incerta. Le Linee guida ministeriali del 2025 offrono un quadro di riferimento, ma è fondamentale verificare come le istituzioni scolastiche stiano implementando queste indicazioni. La questione è particolarmente delicata quando si tratta di trattare dati sensibili degli studenti, come informazioni sulla disabilità o certificazioni sanitarie. L’uso delle piattaforme generative per la valutazione scolastica richiede una particolare attenzione, poiché decisioni automatizzate possono avere effetti significativi sui percorsi educativi. Il CNDDU sottolinea l’importanza di garantire la verificabilità delle informazioni e la responsabilità nelle decisioni, evidenziando che l’affidabilità degli algoritmi non può sostituire il controllo professionale. Infine, si auspica che il Ministero dell’Istruzione continui a monitorare e aggiornare le linee guida, garantendo che il personale scolastico sia adeguatamente formato sulle implicazioni giuridiche dell’uso dell’intelligenza artificiale.
Articolo realizzato sulla base del comunicato stampa “comunicato stampa Intelligenza artificiale nelle scuole: dalle Linee guida ministeriali alla verifica della loro applicazione. Necessaria maggiore chiarezza sull’utilizzo di ChatGPT, Gemini e dei servizi cloud.” ricevuto tramite email da “coordinamentonazdocdirumani” in data 21/10/2026.






















































