Home Territori I Comuni informano Disparità salariali nella scuola: i docenti tra i nuovi poveri della conoscenza

Disparità salariali nella scuola: i docenti tra i nuovi poveri della conoscenza

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Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha lanciato un allarme riguardo alle disparità retributive nel sistema scolastico italiano, evidenziate dagli aggiornamenti Eurydice e dal rapporto OCSE Education at a Glance 2026. Questi documenti mostrano come i dirigenti scolastici percepiscano stipendi significativamente più elevati rispetto agli insegnanti, sollevando interrogativi sulle scelte finanziarie che penalizzano la categoria docente.

La situazione si aggrava per i docenti, definiti i “nuovi poveri della conoscenza”, i quali, nonostante anni di formazione e aggiornamenti, non riescono a garantire una stabilità economica. Secondo il rapporto OCSE, le retribuzioni degli insegnanti italiani della scuola secondaria di primo grado sono inferiori del 33% rispetto a quelle di altri lavoratori con istruzione terziaria, mentre per i docenti della scuola dell’infanzia il divario raggiunge il 36%. Questo gap retributivo ha conseguenze pesanti, specialmente per coloro che devono affrontare spese elevate per vivere lontano dalla propria residenza.

Il fenomeno richiama alla memoria le migrazioni interne del secondo dopoguerra, quando molti operai lasciavano il Mezzogiorno per cercare lavoro al Nord. Oggi, molti insegnanti si trovano costretti a trasferirsi per ottenere un posto di lavoro, ma anche dopo aver superato concorsi e ottenuto un contratto a tempo indeterminato, continuano a vivere una condizione di precarietà economica e familiare. La mobilità territoriale, insieme ai vincoli di permanenza, può prolungare separazioni familiari, incidendo negativamente sulla vita privata degli insegnanti.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani sottolinea che questa precarietà non può più essere considerata una conseguenza inevitabile delle necessità organizzative del sistema scolastico. Chiede quindi un intervento urgente per rivalutare economicamente la docenza e per rivedere la disciplina della mobilità, in modo da facilitare i trasferimenti interprovinciali e tenere conto della situazione familiare dei docenti. È fondamentale che il Ministero dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali si impegnino in questo senso, per garantire una vita dignitosa a chi si dedica all’educazione delle nuove generazioni.

Il CNDDU avverte che non è più sufficiente una retorica che celebra la centralità degli insegnanti, senza affrontare le problematiche reali legate alle loro condizioni di vita. La scuola italiana non può continuare a funzionare a spese della stabilità economica e familiare dei docenti, e il Ministero deve assumersi la responsabilità di garantire risultati concreti per migliorare questa situazione. La questione investe direttamente il futuro dei giovani, che osservano le difficoltà dei loro insegnanti e si chiedono quale idea di futuro possa essere trasmessa in tali condizioni.

Articolo realizzato sulla base del comunicato stampa “comunicato stampa Scuola, dirigenti ai vertici degli stipendi e docenti tra i nuovi poveri della conoscenza: quando nemmeno il posto fisso garantisce una vita stabile” ricevuto tramite email da “coordinamento diritti umani” in data 20/10/2026.