La trasformazione urbanistica degli anni 80/90 della città di Salerno raccontata dal Sindaco Vincenzo Napoli e dall’ex Assessore all’Urbanistica Ferdinando Cappuccio al “Rotary Club Salerno Duomo”.

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“Sono certo che a Salerno si potrà riprendere una iniziativa urbanistica condivisa ed entusiasmante per tutti: è una scommessa sulla quale noi puntiamo! Mi auguro che possa ritornare quell’entusiasmo di quando, negli anni 80, da giovane Assessore all’Urbanistica, varai una manovra urbanistica, un modello di ripianificazione che prevedeva dei piani particolareggiati   e vari piani di recupero”. A ricordare la nascita dei progetti di trasformazione urbanistica è stato il Sindaco Vincenzo Napoli, che nel 1982, e successivamente con la Giunta del Sindaco Michele Scozia, ricoprì la carica di Assessore all’Urbanistica del Comune di Salerno:” È stata una stagione intensa: abbiamo lavorato molto e in quel periodo si crearono le basi per il lancio dell’attuale città. Feci in modo che a Salerno si attuassero gli Standard Urbanistici nel nostro Piano Regolatore Generale: fu una battaglia durissima”.  Napoli ha parlato anche  dei vari interventi realizzati nella nostra città:” La realizzazione della metropolitana leggera che  arriverà anche all’aeroporto di Pontecagnano: anche questo un trofeo da  ascrivere alla testardaggine provvida di Enzo De Luca; l’ aeroporto, con un hub particolarmente attrezzato;  l’alta velocità nella stazione di Salerno; il porto Marina d’Arechi;  il porto commerciale – turistico; il sistema dei parchi urbani; la possibilità di avere un sistema di trasporti interconnessi che collegano parti urbane di città  e  che abbattono il problema della cosiddetta  periferia orientale; il ripascimento, il parco dunale; il nuovo stadio;  il Pala Salerno, una struttura con 7000 posti; il nuovo ospedale.  Una riqualificazione urbanistica forte che riequilibra gli interventi attuati nella zona occidentale con quelli che saranno attuati nella zona orientale “.  L’architetto Napoli ha anche ricordato di aver sempre sostenuto le idee di Bohigas:” La città per parti, l’architettura metastatica: una buona architettura, un buon progetto di architettura, risolve i problemi urbani e induce una riqualificazione indotta di ciò che è intorno a quella architettura”.

A raccontare la trasformazione urbanistica degli anni 80/90 della città di Salerno è stato anche il Il dottor Ferdinando Cappuccio, che dal 1990 al 1992 è stato Assessore all’Urbanistica del Comune di Salerno, nel corso della serata organizzata al “Saint Joseph Resort” dal “Rotary Club Salerno Duomo” , presieduto dall’ingegnere Sabatino Cuozzo, in interclub con il “Rotary Club Salerno Est”, presieduto dall’avvocato Camillo De Felice, rappresentato dal Past President Antonio Vairo,  e con la partecipazione del   Club Rotary Salerno”, presieduto dall’architetto Umberto Maria Cioffi; del “Rotary Club Salerno Nord dei Due Principati”, presieduto dal professor Antonino Sessa; del “Rotary Club Salerno Picentia”, presieduto dal dottor Vincenzo Capuano, e delRotaract Salerno Duomo” presieduto dal dottor Sergio Rosa; tutti presentati dal Prefetto Alfonso Giordano. Cappuccio ha raccontato, con la sua simpatia e ironia, di come sia riuscito a convincere l’architetto e urbanista Oriol Bohigas a venire a Salerno:” Dopo aver partecipato ad un convegno organizzato dall’Ordine degli Architetti di Salerno per raccontare la trasformazione urbanistica attuata da Bohigas a Barcellona, decisi di andare a parlare con lui che mi ricevette quasi subito. Era una persona di grande cultura: con lui si poteva parlare di tutto: di arte, di architettura, di urbanistica, di “mangiare” che è una cosa che mi interessa molto. Rimasi affascinato da Bohigas che però non credeva nei Piani Regolatori, ma in interventi puntuali, per zone, e nella riconquista del mare”. Cappuccio ha ricordato, con gli occhi lucidi, il periodo di Tangentopoli e il processo sul “Trincerone” che a Salerno coinvolse vari personaggi della politica salernitana:” Anche quel grande galantuomo del Sindaco Vincenzo Giordano, che venne arrestato come se fosse un pericoloso criminale e trattenuto in carcere per sessanta giorni. Siamo stati tutti assolti fino al terzo grado e ancora c’è qualcuno che si permette di dire che non siamo stati assolti, ma che è scattata la prescrizione. Io lasciai, facendo un passo indietro, e il successivo evolversi dei progetti fu ripreso e curato da Vincenzo De Luca”. Il presidente Sabatino Cuozzo ha ricordato il motto scelto per il suo anno di presidenza” Il territorio vicino e lontano”: “Cominciamo a conoscere meglio la nostra città ripercorrendo quelli che sono stati i momenti della trasformazione urbanistica della nostra città, negli anni 80 e 90”.  Il presidente Cuozzo ha ricordato che il “Rotary Club Salerno Duomo”, insieme ad altri Club salernitani,  quest’anno presenterà un progetto relativo alla valorizzazione dei luoghi della “Scuola Medica Salernitana”:” Con il supporto dell’Amministrazione Comunale, della Soprintendenza ai Beni Culturali e Archeologici e dell’Ordine dei Medici, attraverso l’apposizione di targhe o l’installazione di tabelle informative, vogliamo far conoscere ai turisti, ma anche ai cittadini salernitani quelli che erano  i luoghi della “Scuola Medica Salernitana”. Il professore Alessandro Castagnaro, Past Governor del “Distretto Rotary 2101”, Ordinario di Storia dell’Architettura al Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, che ha moderato l’incontro, ha ricordato la grande ripresa che ci fu a Salerno negli anni ’90, soprattutto con il Piano Bohigas:” Negli anni ’80 Salerno, come anche le altre città italiane, ma forse più delle altre, era affetta da un immobilismo incredibile. Negli anni ’90 Salerno si è trasformata da una cittadina di provincia a una città posta all’attenzione di tutti: il Piano Bohigas portò ad una trasformazione radicale della città, soprattutto nel centro storico. Le più importanti riviste di architettura nazionali, come Domus, Casabella, dedicarono molte pagine alla Salerno contemporanea.   È fondamentale che l’Architettura, che è lo specchio della società, ma anche l’Urbanistica, sentano le esigenze della collettività perché la città è anche dei cittadini: ascoltarli è un fattore importante per dare una buona guida nella qualificazione urbana che oggi più di prima deve cambiare rapidamente con il cambiare dei tempi”. Il professor Castagnaro ha spiegato che il Rotary rappresenta la società civile:” Le istituzioni che governano la città e la cittadinanza, attraverso il Rotary, possono stabilire un dialogo sicuramente proficuo” e ricordato che ci avviamo a celebrare i 100 anni del Rotary in Campania:” Tutti i numeri di bollettini e riviste del Rotary, sono custoditi a Salerno: questo patrimonio sarà digitalizzato attraverso delle borse di studio che abbiamo attivato”. Il professor Castagnaro ha anche consegnato al rotariano Franco Dente un importante riconoscimento, a nome di tutto il Distretto, per l’opera svolta durante lo scorso anno rotariano.  Il dottor Antonio Brando, Governatore Incoming del “Distretto Rotary 2101” ha ricordato che nel mese di ottobre il Rotary celebra lo sviluppo economico e comunitario e che è importante ascoltare la voce di chi ha immaginato, sognato, il cambiamento della nostra città:” Il Rotary promuove il miglioramento della qualità della vita delle persone, anche attraverso lo sprone ideologico delle amministrazioni ad una migliore concezione della qualità delle nostre realtà cittadine, a misura d’uomo, eco sostenibili, che possano garantire servizi e vivibilità alle tante persone che restano a Salerno, nel Meridione d’Europa”. Le conclusioni sono state affidate al Cavalier Tony Ardito, Assistente del Governatore del “Distretto Rotary 2101”, che ha portato i saluti del Governatore Ugo Oliviero e ricordato il Sindaco Michele Scozia:” È stato il mio Maestro”.

Aniello Palumbo