Il mito di Fabergé raccontato dal dottor Alfredo De Pompeis  al “Rotary Club Salerno Est”.

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“L’anno prossimo, probabilmente,  le famose uova Fabergé saranno nominate Patrimonio dell’Unesco”. Ad annunciarlo è stato lo studioso napoletano Alfredo De Pompeis,  Wholesale Sales di Fabergé  per l’Italia, durante l’incontro organizzato all’Hotel Mediterranea dal “Rotary Club Salerno Est” presieduto dal professor Rodolfo Vitolo.  De Pompeis ha raccontato che il mito di Fabergé nacque a San Pietroburgo nel 1842 con  Gusfav Fabergé:” L’azienda divenne fornitrice ufficiale degli zar della  Russia : Alessandro III e poi del figlio  Nicola II  che donavano  le famose uova decorate alle loro mogli in occasione della Pasqua. Fabergè fu nominato gioielliere di corte, l’azienda divenne leggendaria, la più grande d’Europa;  realizzò per la famiglia Romanov, cinquantasette uova: sette sono andate disperse, forse durante la Rivoluzione Russa, nel 1917, che spazzò  via tutto, compresa l’azienda di Fabergè.  Peter Carl Fabergé, si trasferì in Germania, poi  in Svizzera, dove morì nel 1920. I figli continuarono l’attività a Parigi. Oggi  l’azienda Fabergé ha la sua sed a Londra ed è di  proprietà del “Gemfields Group”, un fornitore leader mondiale di pietre preziose di estrazione etica”.  Il dottor De Pompeis ha spiegato che sono cinquanta le uova imperiali Fabergè sparse per il mondo:” La collezione più nutrita è quella conservata al Museo di San Pietroburgo, dove ci sono undici uova che adesso sono esposte a Londra, una delle tappe del “tour” che stanno facendo per il mondo.  Sette uova sono negli Stai Uniti; cinque sono in varie città europee; tre furono acquistate, negli anni ’50, dalla compianta Elisabetta II  Regina d’Inghilterra; altre fanno parte di collezioni private. Anche Alberto di Monaco possiede un uovo Fabergè. In Italia non ce ne sono, però si  organizzano  spesso delle mostre, come l’ultima, alla Reggia di Venaria Reale di Torino, dove erano esposte  quattordici uova e tanti gioielli.  Per l’anno prossimo è stata annunciata  una mostra al Palazzo Reale di Milano”. De Pompeis ha spiegato che le  uova, che non hanno grandi dimensioni,  sono tutte decorate con pietre preziose e smalti favolosi:” Tutte hanno un significato e al loro interno una sorpresa: il primo fu realizzato per la Pasqua del 1885.  Sono di 10 – 12 centimetri”.   Le  uova Fabergè  sono gioielli di alta oreficeria che hanno delle quotazioni  notevoli:”  Sono considerate la perfezione dei gioielli. Oggi Fabergé è un importante brand di lusso distribuito nelle migliori gioiellerie del mondo.  “. L’ultimo  uovo imperiale trovato, nel 2014,  che si è scoperto essere il terzo uovo realizzato da Fabergè, è stato comprato da un privato per 35 milioni di dollari. Quello realizzato nel 1906,  in occasione dell’incoronazione dello Zar Nicola II,   con all’interno la riproduzione perfetta della carrozza imperiale, è stato comprato, nel 2011, per 100 milioni di dollari, da un oligarca russo, che lo ha  poi  donato al Museo di San Pietroburgo”. Ancora oggi la Fabergè produce ogni anno un uovo imperiale:” L’ultimo lo abbiamo dedicato alla serie tv “Il Trono di Spade”: è stato venduto ad un texano  per due milioni e mezzo di dollari. Il prossimo uovo, che sarà prodotto nel 2023   sarà dedicato a  “007”.  Grazie al gioielliere Andrea Vitolo, sono stati esposti dei meravigliosi  gioielli contemporanei Fabergé, che hanno  fatto rivivere  a tutti i presenti  l’emozione della fiaba romantica vissuta da Alessandro III e Marija Fedorovna; di Nicola II e Alexandra, l’enigma di Anastasia, oltre che il talento artigiano e la nostalgia della bellezza.

Aniello Palumbo

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