Carmela e Aisha, mercoledì 8 al Teatro La Tenda.

0
396

Lungi dall’essere inquadrabile nella crescita personale propria dei personaggi del romanzo di formazione, l’esperienza di Carmela e Aisha è la traslazione della giovane donna nel contesto adulto, nuovo.

La giustapposizione tra Carmela e Aisha è un tentativo sordo e ben riuscito di dimostrare come molti difetti che vediamo in altre culture in realtà ci appartengono.

Non vedremo in questo spettacolo la crescita dell’essere umano o la clamorosa scalata verso l’indipendenza della donna in quanto tale: troveremo, con freschezza, le difficoltà quotidiane comuni alle nostre amiche, figlie e madri nel loro misurarsi col mondo.

La bellezza di Carmela e Aisha è nell’accenno delicato ad una psicologia che non è approfondita. L’autrice Antonia Grimaldi lo chiarisce con l’espediente narrativo della valigia per due; il bagaglio culturale, il dato esperienziale, quella valigia pesante che trascinarla è l’unico modo di farsi forte per tante donne: l’uno del dato di genere, l’essere femmina in un mondo che non è mai all’altezza delle aspirazioni di ognuno.

Leggero, a tratti brioso, chiaro e godibile, questa rappresentazione non rinuncia ad offrire tratti di profonda umanità.

Se, a causa dei nuovi mezzi di comunicazione quali radio, cinema, TV e web, il teatro è uno strumento la cui potenza non è più controllata adeguatamente (la semplice parolaccia o il più artistico nudo hanno sul palco una potenza nucleare che è disinnescata dalla patina dello schermo), Luigi Marmo si presta alla regia teatrale per la prima volta con risultati sorprendenti, forte anche del consiglio di Elena De Luca, aiuto alla regia.

«Punto focale dello spettacolo è il pregiudizio da abbattere – spiega il regista Luigi Marmo – ovvero quel limite che si pone, spesso in maniera purtroppo naturale, nell’idea che ci si fa dell’altro. Questa regia è stata per me il tentativo di andare oltre, non solo nell’accompagnamento alle interpreti nella vivificazione del testo: è infatti la mia prima regia teatrale, esperienza nuova in una vita dedicata al cinema, spesa tra regia cinematografica e montaggio. Questo ho fatto mio e provo a trasmettere: l’importanza di aspettare prima di essere sicuri dell’idea che ci siamo fatti».

Il senso di tale divenire, il profumo di femminilità in tutto quel tanfo di situazioni d’imperfetta bellezza e spaventevole novità, lo diffondono a fiotti sulla platea le interpreti Carmen Santamaria e Carla Paglioli che si muovono tra le scenografie e nei costumi di Chiara Pepe (abiti Sciglio Vintage). Le attrici riescono, mantenendo alta la dignità di queste maschere così fragili, toccate ma mai contaminate dal contesto, a non sublimare i personaggi in paradigmi sentimentalistici: Aisha e Carmela sono persone delineate abbastanza da poter combaciare sulla storia di ogni donna che vorrà vestirne le proprie esperienze eppure conservano identità.

Lo spettacolo, inscenato da Zazàrt, è stato reso possibile grazie al centro La Tenda in sinergia con CGIL, UIL, CISL Salerno, Anteas, Associazione Cattolica Italiana, Associazione Cammino, ADGI.

L’8 marzo si possono fare tante cose belle; e si può andare a teatro. Carmela e Aisha vi aspettano al centro La Tenda in via Fiera Vecchia, 21 (alle spalle di piazza Malta), alle 19.00.

Ingresso gratuito

LASCIA UN COMMENTO