Sanità: Mocerino, una mozione per superare i ritardi e riconoscere la Fibromialgia.

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“In Campania è necessaria l’Istituzione di un ‘ Gruppo di lavoro per l’approfondimento delle problematiche della Fibromialgia (FM), dell’Encefalomielite mialgica benigna (ME/CFS) e della Sensibilità chimica multipla (MCS)’ ed in questa direzione, dopo aver parlato con le Associazioni ed in particolare con il Comitato Fibromialgici Uniti, ho depositato una mozione presso il Consiglio regionale”.
Cosi Carmine Mocerino, consigliere regionale e Presidente della Commissione regionale Anticamorra e Beni Confiscati.
“Il lavoro avviato con gli uffici e la sensibilità dei colleghi, che seguono il tema e che altre iniziative stanno promuovendo, ci consente di essere ottimisti”.
La battaglia iniziata a Salerno da Rosaria De Vitiis del CFU e dal giornalista Gaetano Amatruda.
“La sindrome fibromialgica – è scritto nella mozione – è una malattia neurologica riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel 1992 con la cosiddetta Dichiarazione di Copenhagen e inclusa nella decima revisione dell’ International statistical classification of diseases and related health pro-blems. In Italia, secondo prevalenti studi in materia, tale patologia colpisce circa 2/3 milioni di persone, in particolare, donne”.
“La fibromialgia – sottolinea la mozione -è una sindrome dolorosa cronica da sensibilizzazione centrale caratterizzata dalla disfunzione dei circuiti neurologici preposti all’elaborazione degli impulsi provenienti dalle afferenze del dolore (noci- cettive) dalla periferia al cervello. Si manifesta con dolore muscolo-scheletrico diffuso e con la presenza di specifiche aree dolorose alla digito-pressione ( tender points), affaticamento costante, mal di testa, vescica iperattiva, dismenorrea, ipersensibilità al freddo,  sindrome delle gambe senza riposo, intorpidimento,  formicolio atipico,  prurito,  sensazione di pressione e di stringimento, allodinia, scarsa resistenza all’esercizio fisico e una generale sensazione di debolezza”.
“Nonostante tali peculiarità, la fibromialgia non è riconosciuta come malattia cronica ed invalidante” ed allora le proposte per impegnare la Giunta regionale.
“A promuovere a livello nazionale, nell’ambito della Conferenza Stato – Regioni, eventuali iniziative che coinvolgano tutte le Istituzioni per il riconoscimento di una malattia molto diffusa, ma, ancora, poco attenzionata” e “ad adoperarsi presso il Ministero della Salute e presso tutte le sedi competenti, per l’inserimento della malattia nel nomenclatore del Ministero della Salute della fibromialgia ( LEA)”.
Due in particolare le richieste. “Istituire un Gruppo di lavoro per l’approfondimento delle problematiche della Fibromialgia (FM), dell’Encefalomielite mialgica benigna (ME/CFS) e della Sensibilità chimica multipla (MCS) presso l’Assessorato alla Sanità, composto dai rappresentanti delle Asl, delle associazioni di carattere nazionale, che abbia l’obiettivo di individuare percorsi immediati, per la presa in cura e le risorse, nelle more dell’intervento   normativo nazionale” ed ancora “definire, con decreto del Presidente delle Giunta e/o della struttura regionale, un PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) con le linee guida regionali volte a garantire prestazioni specialistiche multidisciplinari e multimodali, terapie complementari appropriate ed efficaci, l’impiego di farmaci per il controllo dei sintomi, il monitoraggio e la prevenzione degli eventuali aggravamenti per i soggetti affetti da Fibromialgia o sindrome fibromialgica e predisporre una rilevazione statistica regionale dei soggetti”.
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2 COMMENTI

  1. Buonasera,
    ho appena appreso che anche in Campania si sta muovendo qualcosa per il riconoscimento della Sindrome Fibromialgica e mi sento di nutrire, finalmente, un minimo di speranza perché, avendo, svariate volte, tentato di lasciare testimonianza per questa mostruosa patologia a tanti politici locali e non, ho sempre subito, purtroppo, tanta, dolorosa indifferenza. Spero che questa ardua battaglia intrapresa possa andare avanti dal momento che, perfino, per la diagnosi, a causa di superficialità (per non dire incompetenza) nella nostra realtà territoriale, siamo costretti, molto spesso, a raggiungere strutture sanitarie lontane. Partendo dal presupposto che tutti, in quanto Italiani, abbiamo gli stessi diritti-doveri dal nord al sud della Penisola, non aspettiamo che le altre regioni si mobilitino concretamente per poter usufruire di quanto necessario a salvaguardare la dignità di chi soffre ma adoperiamoci nel dare voce univoca per riscattare la posizione di chi continua ad essere umiliato con l’etichetta di “malato immaginario”.

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