SEGNI DELLA SCRITTURA DEL NOVECENTO – GIUSEPPE MAROTTA (quarta parte)

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cop lineam lett criticaDon Ignazio aveva veramente sette spiriti? Assolutamente no, ma aveva la proverbiale pazienza dei napoletani poveri, popolani, che mille espedienti usano per sbarcare il lunario e si rialzano, anche se malconci, da tutte le disgrazie. Sempre l’ironia si sposa col dolore e, talvolta, con cose peggiori, anche se divertenti. E’ il caso di donna Sofia Pugliese e del suo consorte Rosario Quest’ultimo sopra un quadernetto scrive il nome di tutti gli avventori che comprano la pizza, che la sua bellissima moglie prepara con le sue mani d’oro e conquista tutti con la sua grazia. Il marito la sorveglia gelosamente, sempre più gelosamente, perché negli ultimi tempi egli si è appesantito, mentre la moglie viene guardata con occhi sempre più cupidi dagli uomini che frequentano il locale ed inoltre arrivino delle lettere anonime che fanno il nome di un certo Alfredo Guarino. Rosario non vuole credere a queste basse insinuazioni e continua ad arricchirsi e ad ingrassare. Un brutto giorno si accorge che la moglie non ha più l’anello di smeraldi. Il suo corruccio é enorme, tanto più che la bella Sofia biascica la possibilità che l’anello sia finito nell’impasto di qualche pizza. Senza perdere tempo afferra con una mano il quadernetto dei nomi degli avvenimenti della giornata, con l’altra afferra il polso della moglie e la tira difilato, di casa in casa, per cercare di ritrovare il gioiello. Sono quasi esausti, quando, finalmente, arrivano all’abitazione del Guarino, che quel giorno non è passato per il negozio. Sofia con una vocina più dolce del solito gli chiede se per caso nella sua pizza sia stato trovato il suo anello. Ella ben ricorda di averlo messo e poi dimenticato sul suo comodino, ma non ne fa parola, lo guarda solo implorarne, sicché lui, con atteggiamento superbo e generoso, si toglie dal taschino l’anello e lo consegna alla legittima proprietaria che tira un sospiro di sollievo. Ancora più forte lo tira Rosario, senza minimamente farsi sorprendere dalla riflessione che Don Alfredo quel giorno non ha comprato la pizza. Si potrebbero raccontare infiniti scherzi del caso e delle persone, infinite situazioni stravaganti verità contorte che ci farebbero, di volta in volta, stupire e divertire, osservando i modi di vivere dello stupendo popolo napoletano, a cui il Cielo ha elargito spirito arguto e le più affascinanti bellezze paesaggistiche e artistiche d’Italia.
(Continua…)

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