Coronavirus: Caldoro, no alle sceneggiate in Regione. Sì alla prevenzione di chi e’ in prima linea.

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“Mentre dall’Oms Walter Ricciardi consiglia, da esperto, il necessario coordinamento tra Regioni e Ministero della Salute per fronteggiare la diffusione del nuovo coronavirus e, soprattuto, per prevenire il contagio, alcune Regioni sono accusate di un eccesso di autonomia sulle misure da mettere in campo. Le altre sembrano disorientate, tra queste la Campania: prima immobile e poi, di fronte al primo caso chiude tutte le scuole e le Università (e tutti gli altri luoghi di assembramento pubblici?). Insomma si prova a chiudere una parte della stalla quando i buoi sono gia fuggiti”. Lo sottolinea Stefano Caldoro, capo della opposizione di centrodestra in Consiglio regionale della Campania.
“La Campania, anzichè mettere in campo le iniziative di coordinamento con i comuni nei tavoli tecnici attraverso l’emanazione di direttive chiare e concrete, decide – sottolinea Caldoro – di convocare una mega assemblea. Tralascio la prudenza che consiglia di evitare la concentrazione di persone in luoghi chiusi (altrimenti come giustificare la chiusura delle scuole o di altri uffici?), ma a cosa serve chiamare tutti i Sindaci e Prefetti per ascoltare un sermone inconcludente fatto di banalità e ovvietà quando sono necessarie direttive scritte, definite e dettagliate? Una sceneggiata inutile e dannosa. Annunci senza le necessarie conferme”.
“Una brutta immagine per la nostra Regione. Occorre prevenire, informare senza allarmare” rilancia Caldoro.
“Colgo anche l’occasione di esprimere solidarieta ai sindaci, vittime di accuse generiche e propagandistiche da parte del Presidente della Regione. Alla fine sono i sindaci, gli assessori e i consiglieri comunali le Istituzioni più vicine al problema, ancora di piu lo è il personale sanitario impegnato senza sosta negli ospedali e sul territorio. A loro va il nostro grazie. A chi è in prima linea a garantire che tutto vada per il meglio e che i campani siano realmente protetti. Soprattutto dalle chiacchiere di chi preferisce la propaganda alla prevenzione” conclude Caldoro.

 

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