Università, spin off e bandi, chiuse le indagini della Procura.

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università-salernoda AngelaCappetta.it

La buona Università. Quella di Salerno, dove ti insegnano che per ottenere i finanziamenti europei per vari progetti basta costituire un’associazione che favoriva l’aggiudicazione di bandi e progetti di ricerca a società già individuate.

Come la Mo.Ma. spa (un’azienda ICT italiana, da più di 15 anni sul mercato, che investe oltre il 30% delle risorse in attività di Ricerca industriale, in particolare nell’ambito delle tecnologie del knowledge management) o la Mia srl.

O consorzi (come Cemsac e Corisa) o centri di ricerca (quali Crmpa o Emi).

Poi venivano certificate false attestazioni di orari di lavoro e presenze di borsisti e ricercatori, indipendentemente dalla realizzazione o meno del progetto bandito e aggiudicatosi.

E infine si rendicontava una somma complessiva di oltre un milione e 600.000 euro di spese sostenute.

Ovviamente l’associazione era a delinquere e finalizzata alla truffa.

E’ questo il piano che la Procura di Salerno incrimina al DIIMA (Dipartimento di Ingegneria, Informatica e Matematica Applicata), individuando in Saverio Salerno, professore ordinario di Ricerca operativa presso la facoltà di Ingegneria, il promotore e il “capo indiscusso” dell’intera operazione.

All’assessore comunale mancato, presentato dall’ex candidata sindaco Anna Ferrazzano alle amministrative del 2011, farebbero capo – secondo le tracce investigative seguite dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Salerno – le due società vincitrici della maggior parte dei bandi europei.

E del piano criminale farebbero parte anche altri docenti, ricercatori e collaboratori del dipartimento universitario, come Ciro D’Apice, Matteo Gaeta, Vincenzo Loia, Antonio Raia, Carole Montefusco, Salvatore Montefusco, Luca Romanelli, Simonetta Rotondi, Ugo Galluccio e Edoardo Gisolfi.

Lo scandalo sui fondi distratti all’Università di Salerno è scoppiato più di un anno fa, con i primi sequestri eseguiti negli uffici del DIIMA.

La polizia tributaria della Guardia di finanza di Salerno cominciò a spulciare nei cosiddetti “spin-off”, cioè le società private, interne all’Ateneo, su cui confluiscono i finanziamenti pubblici erogati per i progetti che i docenti possono gestire materialmente, alla ricerca dei fondi ottenuti.

Mentre il pubblico ministero Rocco Alfano cominciava a inserire nel registro degli indagati i primi presunti responsabili di distrazione di fondi.

Ora le indagini si sono chiuse. L’Università di Salerno, invece, è ancora aperta: ci sono gli esami dell’ultima sessione prima della pausa estiva. Chissà se i laureandi ingegneri abbiano imparato la lezione.

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