Truffa fondi Ue, agriturismi fantasma, interviene GdF, denunciati 3 imprenditori.

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Un frame mostra un momento delle operazioni condotte dalle Fiamme Gialle che questa mattina hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un ragioniere e del figlio per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e falsità ideologica in atti publici per induzione in errore di pubblici ufficiali, 13 dicembre 2018. Coaudiovato dal figlio, il ragionierie, redigeva e trasmetteva telematicamente all'Agenzia delle Entrate false dichiarazioni di reddito di cittadini extracomunitari. ANSA/UFFICIO STAMPA GUARDIA DI FINANZA +++ NO SALES,EDITORIAL USE ONLY +++ +++ ANSA/UFFICIO STAMPA GUARDIA DI FINANZA +++

I finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno denunciato tre imprenditori agricoli per aver indebitamente percepito fondi europei per un importo che supera i 500 mila euro. Per ottenere gli incentivi, gli indagati avevano dichiarato alla Regione Campania, ente responsabile della concessione dei benefici, di aver sostenuto le spese per il rifacimento di vecchi casolari di campagna, che avrebbero, a loro detta, adibito ad alloggi e sale ristorative con cui diversificare ed ampliare l’oggetto delle proprie imprese agricole.

I contributi, stanziati a fondo perduto dall’U.E. per il rilancio dell’agricoltura nell’entroterra, erano appunto destinati alla ristrutturazione di fabbricati rurali, per agevolare l’avvio e l’esercizio di attività agrituristiche, in grado di attirare una maggiore clientela e di portare ad un incremento del fatturato aziendale. Invece gli imprenditori – peraltro sprovvisti dei requisiti di “coltivatori diretti”, necessari per l’accesso alle agevolazioni – non avevano rispettato l’impegno assunto di avviare nuovi agriturismi, essendosi limitati a ristrutturare i vecchi ruderi di proprietà per scopi privati (sostanzialmente, sistemare la casa di villeggiatura).

E’ scattata così, dopo le indagini del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Salerno, la segnalazione alla locale Procura della Repubblica per l’indebita percezione degli aiuti comunitari e la truffa perpetrata ai danni del bilancio dell’Unione Europea.

Accanto al procedimento penale, corre parallelo quello amministrativo, che comporta l’obbligo di restituire le somme illecitamente intascate, con in più una pesante sanzione amministrativa. Il tutto, per un ammontare complessivo che raggiunge il milione di euro. (ANSA).

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