Tar-Sim, nuovi sviluppi dell'inchiesta.

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6627_Foto 2 . Operazione Tar SimNuovi sequestri per alcuni dei destinatari dell’ordinanza di misura cautelare per la vicenda della truffa della Sim al Tar di Salerno. Nella giornata di ieri è stato disposto l’ulteriore sequestro di un appartamento. Contestualmente, per questo filone di indagine, il pm Santoro, titolare dell’inchiesta, ha notificato gli avvisi di conclusione indagine.

Il Gip Elisabetta Boccassini ha disposto le misure cautelare per i gravi indizi relativi ai reati di truffa aggravata e abuso d’ufficio mentre non ha ritenuto sussistenti le ipotesi di peculato, falso ideologico e associazione a delinquere (ma non è da escludere che il pm rilanci la tesi al Riesame). L’ordinanza evidenzia le responsabilità del dirigente amministrativo del Tar, Felice Della Monica, e di Teresa Bonasi, dipendente del Tribunale Amministrativo, in quanto dal materiale probatorio risulta un coinvolgimento pieno degli indagati e non solo nella fase iniziale come evidenziato dalla dipendente in sede di interrogatorio.

Il ruolo di Della Monica era fondamentale per la formalizzazione degli accordi e viene sottolineato come lo stesso non possa essere stato raggiarato dai promoter in quanto aveva nominato Carlo Avallone suo consulente di fiducia. Il Gip nell’ordinanza di 103 pagina ha sottolineato il pericolo di reiterazione, con Della Monica reintegrato dopo il licenziamento, e di inquinamento delle prove evidenziando la particolare posizione di Carlo Avallone, considerato il dominus delle condotte illecite. L’uomo è gravato da diversi precedenti che vanno dalla produzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti (condannato in Appello), alla ricettazione, al falso, all’associazione a delinquere, alla truffa e nel 2014 per contraffazione e falsità materiale.

Inoltre è emerso che lo stesso Avallone, in data 6 agosto 2008, è stato oggetto di un controllo eseguito in via Allende mentre si trovava in compagnia di Teresa Bonasi, circostanza che evidenzia un rapporto di frequentazione e di amicizia con il dipendente del Tar.

Anche Vincenzo Adinolfi non è nuovo a inchieste giudiziarie. Quest’ultimo risulta denunciato per violazioni alla disciplina in materia edilizia per il reato di falso ideologico (nel 2010 fu oggetto di un controllo a Portici mentre era in compagnia del co-indagato Gianpaolo De Simone). Ma Adinolfi avrebbe un ruolo rilevante anche nell’inchiesta, avviata nel 2013, relative a schede telefoniche acquistate a nome della stazione dei carabinieri di Castel San Giorgio, nella quale sono indagati anche due marescialli dei carabinieri di Castel San Giorgio.

Inoltre il pm Santoro contesta (ma l’ipotesi di peculato non è stata poi ritenuta sostenibile) agli indagati Della Monica e Bonasi di essersi appropriati di 1246 schede sim relative ad utenze cellulari e 889 apparati in noleggio. Rilevante il fatto che alcune delle schede sim intestate al Tar successivamente siano trovate in possesso di pregiudicati.

Nella giornata di lunedì prenderanno il via gli interrogatori di garanzia. Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Felice Lentini e Agostino Allegro.

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