La Scultura dopo il Duemila, da sabato 30 al Museo-Frac di Baronissi.

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11167914_377044232501019_6144571044608321922_nIl sindaco Gianfranco Valiante e l’assessore alla cultura Emanuela Migliore presentano, sabato 30 maggio alle ore 18:30, presso le sale delle conferenze del Museo-Frac di Baronissi, la mostra “La Scultura dopo il Duemila. Idolatria e iconoclastia”.

La mostra curata da Ada Patrizia Fiorillo, propone le opere di nove artisti: Caterina Arcuri, Emmanuele De Ruvo, Emanuela Fiorelli, Vincenzo Frattini, Maria Cristina Galli, Michelangelo Galliani, Anna Utopia Giordano, Federico Lanaro, Rinedda (Gennaro Sorrentino).

Si tratta di una selezionata scelta di nomi attraverso la quale la curatrice si interroga sul linguaggio della scultura, sulle ragioni che, almeno dagli ultimi trent’anni del Novecento ne hanno minato lo statuto. «È in tal senso – precisa Ada Patrizia Fiorillo – una campionatura senza dubbio angolata, con la quale si intende offrire un contributo al dibattito sulla scultura, ambito di ricerca che, nella sua evidente modificazione così come nella sua estensione, appare oggi tra le espressioni privilegiate delle vicende artistiche contemporanee. Dare del resto alla sua sintassi una definizione appare alquanto difficile. Più agevole, anche più utile, è leggere, seppur in sintesi per tale sede, i suoi cambiamenti, in particolare nei processi che l’hanno attraversata. Ciò che infatti del suo linguaggio si offre quotidianamente alla nostra esperienza è il frutto di pratiche ereditate dal passato, prossimo o, talora, remoto. Quale dunque il senso di questa eredità? Ed anche, fin dove bisogna spingersi nel tempo e che cosa è intervenuto a determinare una svolta, di gran lunga significativa, per tale linguaggio?».

La mostrà resta aperta fino al 5 luglio 2015, secondo i seguenti orari: dal lunedì al giovedì ore 9/12.30; lunedì e giovedì anche ore 16/18.30; venerdì e sabato: ore 10/13, 17/22; domenica e festivi: ore 10/13, 17/20.

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