Per non dimenticare, memorie dell'olocausto, martedì 27 e mercoledì 28 al Teatro Sant'Alfonso di Pagani.

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Per non dimenticareIn occasione della prossima celebrazione della GIORNATA DELLA MEMORIA

TEATRO SANT’ALFONSO – Pagani

Casa Babylon Teatro

Per non dimenticare memorie dell’olocausto
Con
Antonetta Capriglione, Francesco Petti, Laura Arena, Veronica Cascone, Giusy d’Auria, Caterina Lombardi, Adele Viola
Drammaturgia: Antonetta Capriglione
scene: Giuseppe Carosetti
Musiche: Carlo Roselli
Regia: Antonetta Capriglione
Martedì 27 Gennaio 2015 ore 10,00 e ore 21,00
Mercoledì 28 Gennaio 2015 – ore 10,00

Il tributo di Casa Babylon Teatro alla Giornata della Memoria è affidato alla rassegna “Primavera Teatro” diretta da Nicolantonio Napoli, giunta alla decima edizione. In scena Progetto Shoà in “Per non dimenticare – Memorie dell’olocausto”. L’appuntamento, presso il teatro Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani sarà triplo: grazie al fortissimo interesse del pubblico “giovane” lo spettacolo è in programma per le matinées del 27 ed il 28 gennaio, dedicate agli studenti. Su gentile richiesta del Comune di Pagani, Casa Babylon ha fissato anche lo spettacolo delle ore 21 del 27 gennaio, inserito nella rassegna 2014/2015 del de’ Liguori, aperto anche al pubblico adulto che, assistendo all’evento, voglia partecipare alla movimentazione mondiale che si propone di non far calare mai l’oblio su una delle pagine più nere del ventesimo secolo.

Lo spettacolo “Per non dimenticare – Memorie dell’olocausto” diventa così uno dei principali tributi alla Giorno della Memoria del salernitano. Un vero e proprio piacere per Casa Babylon, che ha voluto inserire lo spettacolo nella sua rassegna di formazione, dedicata ai ragazzi, aprendolo poi anche alla partecipazione del pubblico adulto che, visto il tema, importante quanto delicato, e la sua particolare messa in scena, mai banale e che riesce a toccare le corde vive delle storie che emergono dal buio dell’olocausto, avrà modo di apprezzarlo pienamente.

Ispirato alle testimonianze dei sopravvissuti, lo spettacolo ripercorre l’orrore delle persecuzioni e delle deportazioni degli ebrei nei campi di concentramento, per finire con insegnarci il valore della vita e della bontà, nonostante il mondo disumano in cui milioni di persone si ritrovarono a sopravvivere negli anni della follia nazista.
Al centro dell’azione scenica c’è la storia di Jonas e Sara, fratello e sorella orfani, ebrei tedeschi, deportati nel ghetto di Varsavia. E’ anche la storia di Coco che tutti conoscevano come lo Zingaro ed è la storia di una grande rivolta di resistenza che fu la Rivolta del ghetto di Varsavia.

Storie che ci parlano dell’olocausto, che ha prodotto lo sterminio sistematico di circa 6 milioni di Ebrei, ma anche l’omicidio sistematico di altri gruppi etnici, come zingari, comunisti, omosessuali, malati di mente, testimoni di Geova, Russi, Polacchi e altri Slavi. In tanti si sono chiesti dov’era Dio a Auschwitz e come ha potuto permettere gli orrori commessi nei campi di sterminio. Ma non è facile rispondere a questa domanda.

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