Il Natale dei Radicali Salerno in visita ai detenuti di Fuorni.

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fuorniLa mattina di Natale hanno varcato il blindo d’ingresso della Casa Circondariale di Salerno, gli appena eletti per acclamazione al 6° congresso di Radicali Salerno Ass. “Maurizio Provenza”: il cinque volte riconfermato segretario Donato Salzano, il Tesoriere Agostino Marotta, neo iscritto, editore di “La Comunicazione Adv”, l’avv. Massimiliano Franco riconfermato per il secondo anno consecutivo Presidente, Sofia Campana e l’avv. Fiorinda Mirabile rispettivamente rielette presidente e segretaria, la prima della Cellula Coscioni e l’altra del
Circolo “Franco Fiore” di Nessuno Tocchi Caino, ed ancora l’avv. Tiziana Nigro e Marco Navarra dirigenti dell’Ass. Radicale “M.Provenza”, insieme al deputato del PD Michele Ragosta e al Consigliere Regionale Dario Barbirotti.

Grazie a Radio Radicale che ha rilanciato anche a Fuorni tra le celle il passaparola “Together forever” dei detenuti di Regina Coeli, due le ore di visita tra i 79 della 1° sezione Alta Sicurezza e la 2° dei Comuni e Tossicodipendenti, durante il grande Satyagraha di Natale per lo Stato di Diritto, l’amnistia e l’indulto, condotto da Marco Pannella e sostenuto da centinaia e centinaia di militanti Radicali, dai detenuti e i loro familiari, ma più in generale dall’intera Comunità Penitenziaria

Tavole imbandite per la socialità del pranzo di Natale, tra denunzie dei magistrati di sorveglianza per la mancata erogazione dei giorni di premialità dI fine pena, figurarsi ottenere da questo Tribunale di Sorveglianza uno straccio di risposta alle tantissime istanze per i risarcimenti dovuti per la tortura dei trattamenti inumani e degradanti.

Il numero magico dell’illegalità è sette, in una stanza che legalmente è per quattro persone, qui pare che i fenomeni delle deportazioni di massa sono più rari, niente acqua calda, ne riscaldamenti per questo inverno fortunatamente ancora mite.

Ovviamente grazie ai tagli del So.Re Sa., continua a persistere il fenomeno del farmaco unico, panacea risolutiva per ogni patologia. Completa il quadro dei negati livelli essenziali di assistenza, la continuata somministrazione dell’insulina per i diabetici fuori da ogni ragionevole protocollo scientifico e le liste d’attesa per le visite specialistiche tenute da un’azienda ospedaliera senza nessuna sensibilità per la particolari esigenze di pazienti ristretti in uno stato di custodia assolutamente illegale e degradante.

Tra Comuni e Tossicodipendenti invece non si trovano tavole imbandite, qui non ci sono soldi per lo spesino allo spaccio, bisogna accontentarsi del vitto che passa l’amministrazione, anche qui pasto unico per sette.

Si fa letteralmente la fame, qui il Natale si passa da ultimi tra ultimi, forse deve essere proprio qui la Chiesa di Papa Francesco, quella povera e per i poveri, nell’indifferenza delle gerarchie ufficiali della Diocesi e della Caritas Salernitana, oramai insensibili anche il giorno della nascita di Nostro Signore ai dettami evangelici.

Nella cella chiamata degli scafisti, qui non ci sono soldi neppure per fare una telefonata, abbiamo incontrato Awad, 19 anni, nigeriano dal passaporto libico, un passato da internato nei campi nel deserto della Cirenaica, sul barcone che lo ha portato in Italia ha perso suo fratello, aveva addosso soltanto un pantaloncino modi militare, evidentemente così com’era sbarcato.

Da un giorno non mangiava perché nessuno lo ascoltava, ci siamo ri-conosciuti e gli ho parlato del Satyagraha, di Marco Pannella e della lotta dei Radicali per lo Stato di Diritto, mi ha promesso di sospendere il suo digiuno e di riprendere a mangiare.

Qui il giorno di Natale abbiamo trovato credenti, un’intera Comunità Penitenziaria, anche di chi detenuto non è, ma costretto per lavoro a subire la stessa pena inumana e degradante.

Soltanto l’abnegazione di 28 tra donne e uomini agenti di polizia penitenziaria, rimasti in servizio coordinati dall’ispettore capo Francesco Pappalardo, per garantire la custodia di 449 detenuti in 380 posti legali, permettendo così in questi giorni di festa di mantenere in piedi un‘istituzione oramai di per sé al collasso, grazie anche alla responsabilità di chi subisce questa pena illegale sanzionata più volte da ogni giurisdizione sovranazionale.

L’amnistia e
l’indulto sono gli unici provvedimenti strutturalmente in grado, da subito, di
riportare nella legalità costituzionale e sovranazionale il nostro Paese. Il  nostro Satyagraha
per dare nuovamente voce alle parole contenute nel messaggio solenne del
Presidente Napolitano al Parlamento,
quelle pronunciate da Papa Francesco
il 23 ottobre scorso in occasione dell’incontro con i delegati
dell’Associazione Internazionale di Diritto Penale, e quelle – chiarissime –
pronunciate dal gruppo di esperti Onu sulla detenzione arbitraria a seguito di
una visita ispettiva effettuata in Italia nel luglio scorso.

La visita si
chiude dopo circa due ore con all’uscita il collegamento a Radio Radicale per
il report reso dalla delegazione alle domande di Roberto Spagnoli e l’impegno di strappare un incontro immediato
nelle prossime ore alla Presidente del Tribunale di Sorveglianza d.sa Vertaldi, per chiedere conto dei
giorni di premialità negati e delle istanze risarcitorie su i trattamenti
inumani e degradanti.

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