Mika a Giffoni: non condurrò Sanremo.

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L’incontro di Mika con le giurie Giffoni Film Festival è come un viaggio che ha le sue canzoni come colonna sonora: una ragazza del Qatar gli chiede l’ispirazione di Lollipop, un giovane bielorusso confessa che gli ha rubato il cuore con Elle me dit. E la popstar di origini libanesi risponde alle curiosità e ai complimenti con il candore e l’entusiasmo di sempre, con una piccola-grande premessa: “Sono tornato in questo festival perché qui si respira un’energia che mi permette di dimenticare quello che non mi piace del mondo della musica. Quando vado via da Giffoni mi riscopro meno cinico, questo posto mi ricarica. E sapete una cosa? Giffoni è uno dei più bei ricordi dei miei ultimi anni e il più bello in assoluto del mio 2016”.

A chi gli ha chiesto come si fa a restare se stessi in un mondo che richiede omologazione e conformismo ha detto: “Se qualcuno mi dice che sono strano lo prendo come un complimento, è essenziale e importante esserlo perché l’individualità è il coraggio di trovare la propria strada attraverso l’amore e se non trovi da una parte allora cercalo altrove e vai avanti”. I rischi, ha detto, li ha presi nella musica ma anche in tv e in autunno infatti torna su Rai due con la seconda stagione di Casa Mika: “mi piace parlare del teatro delle meraviglie, uno spazio in cui racconto quello che fa paura o non si conosce, come l’opera, ma non in maniera noiosa, d’altronde il pop è questo: canta cose serie in toni allegri”.

Condurre il Festival di Sanremo? ”Sarebbe un enorme onore ma non lo farò. Non riesco a immaginare con le mie tempistiche come riuscirei a farlo. Io non sono un conduttore, quello è un mestiere che altri fanno molto meglio di me, potrei farlo solo nel mio stile, e richiederebbe tempo per prepararlo”. Così Mika, oggi protagonista di due incontri con i ragazzi al Giffoni Film festival, risponde a chi gli chiede notizie su un suo possibile ritorno all’Ariston stavolta in veste di presentatore. Smentisce quindi l’ultima indiscrezione che gira sul web, su una sua possibile co-conduzione con Pippo Baudo e Virginia Raffaele.
Il cantante libanese, che si è innamorato del Festival di Giffoni quando è stato ospite l’anno scorso (”qui c’è un’energia positiva unica”) intanto si prepara al ritorno su Rai2 in autunno, tra fine ottobre e inizio novembre con la seconda edizione dello show Stasera Casa Mika in quattro puntate: ”Siamo già al lavoro da due mesi, inizieremo a registrare questo weekend – spiega -. Quest’anno ci sarà anche una minifiction, scritta da Ivan Cotroneo (anche guida del team di autori del programma, più ampio quest’anno, ndr), che influenzerà quello che succede nello show e viceversa. Se la minifiction funzionasse, l’idea è di continuarla come progetto a se”. Per lui Stasera a casa Mika ”è come un musical in quattro puntate, con una narrazione dall’inizio alla fine”. Ci saranno ”molte novità e abbiamo lavorato in grande libertà, il programma è un grande laboratorio di idee”. Al cantante è anche arrivata la richiesta di sviluppare un programma a se’ basato sulle conversazioni in esterna, presenti nella prima edizione dello show, tra Mika in veste di tassista, e i clienti che salivano sulla sua auto: ”Sono tutti progetti che svilupperei solo quando finirà Stasera Casa Mika e spero sia il più tardi possibile”. Fra i cantanti italiani chi sarebbe adatto a realizzare uno show come il suo? ”Gabbani, che mi è molto piaciuto a Sanremo e agli Mtv Awards, o Fedez, che farebbe qualcosa di molto differente da me, ma sarebbe adatto perché ha un’attenzione maniacale ai dettagli”.
E per quanto riguarda i talent? ”Non ne farei più uno in Italia, mi sono divertito un sacco e quell’esperienza mi ha consentito di rimuovere le mie paranoie sulla tv. Ho già fatto il migliore in Italia, X factor su Sky”. In questo momento, ”sto dividendo il mio tempo fra la musica e gli altri progetti.
Sono a metà della scrittura, con un’altra persona, che non posso ancora dire, del mio nuovo album. Lo sto componendo per ora tutto al pianoforte, sarà super pop, con un sound molto ampio, e all’insegna della fantasia e della follia”. C’è anche il cinema che bussa alla sua porta: ”Mi hanno offerto una parte da protagonista in un film molto serio e importante d’autore francese. Mi piacerebbe tentare questa strada, farmi paura con una sfida come questa ma non voglio sia un suicidio”. Gli è dispiaciuta invece la sparizione del suo cameo in Zoolander 2: ”Non me ne parlate, mi avevano anche fatto depilare, e avevo registrato per il film due canzoni originali… niente, tagliato tutto”. Tra i temi della conversazione anche le città che ama e lo ispirano, come Beirut, dove è nato, o Napoli: ”In entrambe ci sono individui che rovinano la vita delle persone, ed è l’aspetto più facile da presentare. Come all’estero di Beirut molti hanno ancora solo l’immagine degli Hezbollah così è più facile vendere la versione Gomorra di Napoli, che comunque è una serie fatta benissimo, non ne ho persa una puntata”. Un sogno di Mika, sarebbe ”realizzare una serie o un film che raccontasse il Libano da una prospettiva diversa, come ha fatto ad esempio Nadine Labaki con Caramel. L’idea mi è venuta un anno e mezzo fa. Lo vediamo anche in Siria, la guerra ha cancellato almeno tre generazioni. mi piacerebbe raccontare le storie di persone che hanno vissuto il Libano dopo quella lunga guerra”.(ANSA).

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