Leader Radicali Salerno interviene all'inaugurazione dell'anno giudiziario. "Si è innocenti fino a condanna definitiva", ricordando De Luca.

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FOTO DONATO SALZANOIl leader dei Radicali salernitani interviene per ultimo all’aula “Giacumbi” in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario e nei saluti non di rito, rende omaggio al neo sospeso Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, definendolo emerito, appunto per ricordare davanti a tutti i ruoli apicali del distretto della Corte d’Appello, che rimane il Sindaco eletto dai cittadini e che si è innocenti fino a sentenza passataingiudicata.

In apertura citando il Voltaire che amava Enzo Tortora del “se vuoi giudicare la civiltà di un Paese visitane le carceri, non i palazzi ma le carceri” .

Poi centrando il suo intervento sul messaggio alle Camere del Presidente Napolitano dell’ottobre 2013: “questa è una iniziativa che riteniamo doverosa per corrispondere in una sede istituzionale all’unico messaggio formale, inviato alle Camere ai sensi dell’art. 87 Cost., dal Presidente della Repubblica uscente nel corso dei suoi nove anni di Presidenza, contestualmente denunciando il comportamento  degli interlocutori istituzionali del Presidente, in primo luogo quelle Camere alle quali il Capo dello Stato si è rivolto, che con platealità hanno sistematicamente negato dignità al testo formale proveniente dalla più alta carica dello Stato nell’esercizio della sua massima autorità magistrale e volto a richiamare gli improcrastinabili obblighi di riforma strutturale della Giustizia, a partire da un provvedimento di amnistia e indulto”.

Prosegue con il report dell’ultima visita ispettiva a Fuorni nel giorno di Natale con Michele Ragosta e Dario Barbirotti, per poi chiudere citando la lotta nonviolenta Marco Pannella e dei Radicali a difesa dello Stato Di Diritto contro la ragion di Stato, e del voler essere speranza per dare speranza, proprio come Papa Francesco che ci esorta a riflettere evangelicamente sulle beatitudini, tra di esse appunto un ruolo rilevante ha il Matteo del “beati i perseguitati a causa della giustizia perché di essi è il regno dei cieli”.

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