Le Chiacchiere della tradizione di Carnevale, una delizia di Gerardo Di Dato.

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Le tradizioni della preparazione delle chiacchiere

Un dolce che si tramanda da secoli forse anche grazie alla sua ricetta facile e per niente dispendiosa. Considerato da sempre un dolce povero per i pochi ingredienti utilizzati si è cercato col tempo di arricchirlo con le varie rivisitazioni apportate alla ricetta di base. Che siano fatte in casa, acquistate al supermercato o in pasticceria, le chiacchiere vengono fatte a forma di striscioline leggermente rondellate ai bordi e fritte di abbondante olio e successivamente messe su carta assorbente per privarle dell’olio in eccesso e servite fredde spolverate da zucchero a velo.

La leggenda napoletana

Le chiacchiere possono essere anche napoletane e la storia fa risalire il loro nome alla Regina Savoia che volle chiacchierare ma ad un certo punto le venne fame e chiamò il cuoco di corte, Raffaele Esposito, per farsi fare un dolce che potesse allietare lei e i suoi ospiti, egli prese spunto da quella chiacchierata e diede il nome di “chiacchiere” al dolce appena fatto.

E quale miglior modo di gustare le chiacchiere, croccanti e leggere, se non provando quelle di Gerardo Di Dato ad Angri?

Agostino Marotta

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